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Prot. G.108
Reggio Calabria, 4 marzo 2015

On Presidente della Regione Calabria
Tribunale Ordinario di Locri
Tribunale per i Minorenni
di Reggio Calabria
Procura della Repubblica
presso il Tribunale per i Minorenni
di Reggio Calabria
Sindaco del comune di Locri
p. c Presidente del Consiglio Regionale della Calabria
Segretario Generale Consiglio Regionale della Calabria
Mohammed Musavi Save the Children

Oggetto: MSNA J. E. segnalazione pervenuta all’Ufficio del Garante.

 

E’ giunta informativa a questo Ufficio da parte del rappresentante del progetto
presidium che il minore straniero non accompagnato, J. E., attualmente collocato
presso la struttura di Siderno Afudia, risulta, ancora oggi, essere privo di tutore, con
ciò subendo, tra i vari pregiudizi che derivano dalla mancanza di un rappresentante
legale, anche quello gravissimo di non aver potuto formalizzare la domanda di asilo.
Secondo quanto riferito dal referente di Save the children del progetto presidum, il
minore J. E., è giunto in Sicilia oltre un anno fa è stato successivamente trasferito
in Calabria a Lamezia Terme e poi ancora in altri Centri tra i quali la struttura S.
Antonio di Cirò Marina ed infine dal mese di dicembre 2014 si trova presso la
struttura Afudia di Siderno.
Viene segnalato alla scrivente che il responsabile della suddetta struttura Afudia
avrebbe chiesto al Tribunale di Locri la nomina di un tutore che, sino a questo
momento, non sarebbe avvenuta.
Viene altresì riferito che il minore si trova in un precario stato psicologico anche per
via delle procedure mai iniziate, nonostante il lungo tempo trascorso dal suo arrivo in
Italia.
Sul punto si segnala che
e’ ormai pacifico, per la gran parte della giurisprudenza, che sussista l’obbligo di
apertura della tutela per tutti i minori stranieri, se non accompagnati.
L’art. 343 codice civile è chiaro in tal senso e impone che la tutela sia aperta allorché
i genitori, per morte o per altra causa, siano nell’impossibilità di esercitare la potestà.
La lontananza è, di tutta evidenza, una delle cause di detta impossibilità.
La Risoluzione europea del 26/6/1997, che ha avuto un grande rilievo nella materia
che ci interessa per avere privilegiato il rimpatrio assistito tra gli interventi
riguardanti il minore straniero non accompagnato, prevede all’art. 3, tra le “garanzie
minime per tutti i minori non accompagnati”, la tutela o altra forma di
rappresentanza.
La Direttiva europea 2003/9 del 27 gennaio 2003, che riguarda i minori non
accompagnati che richiedono asilo, dispone che sia dato loro un tutore, senza
prevedere forme alternative di rappresentanza (art. 19 comma 1).
Né si può negare l’apertura della tutela al minore straniero non accompagnato
invocando la potestà tutelare interinale dell’”istituto di assistenza pubblico o
privato”, sulla base dell’art. 3 L. 184/1983 e ss. mm., perché è vero che la predetta
potestà tutelare sussiste, ma è anche vero che è una tutela di brevissima durata: entro
30 giorni deve essere promossa l’apertura della tutela in via ordinaria.
Inoltre, la legge sull’adozione, dopo gli interventi di riforma, esclude dalla
nomina a tutore i responsabili e gli operatori delle strutture di accoglienza. E
questo è un ulteriore motivo per cui la tutela interinale non può legittimamente
protrarsi più di tanto. Né è pensabile che una funzione provvisoria possa
trasformarsi in uno status definitivo.
L’assenza di un tutore rende vano il riconoscimento dei diritti di cui sono titolari i
minori che privi di tutore, non possono esercitarli, o possono esercitare soltanto quei
pochi che la legge gli consente di esercitare da soli.
E’ sufficiente fare riferimento alla sempre più diffusa prassi di alcune Questure che
non ammettono il minore straniero non accompagnato a trattare la propria pratica di
permesso per minore età o qualsiasi altra pratica, se non è accompagnato dal tutore.
Si pensi poi alle ipotesi in cui il ragazzo debba essere sottoposto ad un trattamento
sanitario che richiede l’autorizzazione del tutore. Non è ammissibile che residui
unicamente l’opzione della rinuncia al trattamento sanitario, ovvero quella, sempre
generata dalla spinta dell’emergenza, di adire il Tribunale per i minorenni per la
nomina di un curatore speciale ad acta.
Ancora, si ponga mente al caso in cui il ragazzo privo di tutore, cui sia stato
comunicato il provvedimento di rimpatrio assistito (o quello di espulsione da parte
del Tribunale per i minorenni), perda il proprio diritto ad impugnare il predetto
provvedimento.
Ed infine, ove dovesse accadere - e l’esperienza insegna che accade - si pensi al caso
in cui il minore straniero entri nel circuito penale. In tali ipotesi la legge prevede che
il tutore abbia notevolissimi diritti e poteri processuali, tra cui quello di presenziare
alle udienze e quello di proporre le impugnazioni che spettano all’imputato
minorenne, diritto quest’ultimo che assume ancora maggiore importanza nel caso in
cui l’imputato resti contumace.
Lo Stato non può privare un ragazzo di tale risorsa.
Si trasmette per gli atti di rispettiva competenza chiedendo di essere informata su
ogni iniziativa compiuta in favore del minore J. E. e sugli esiti e restando a
disposizione per l’espletamento di ogni attività che risulti utile alla tutela minorile.
Distinti saluti
F.to On. Marilina Intrieri