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Prot. 170 Reggio Calabria, 11.04.2015
Dott. Carlo Borgomeo
Presidente Fondazione con il sud
Don Luigi Ciotti
Associazione “ Libera”
e pc Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria
Dott. Roberto di Bella

Oggetto: Minori calabresi di ambienti familiari appartenenti alla criminalità organizzata. Loro diritto all’educazione per acquisire quei valori civici che li renderanno liberi dalla mentalità mafiosa. Proposta di progetto “liberi di scegliere”
Gentile Presidente,


faccio seguito al nostro incontro dell’8 aprile u.s. in Roma, durante il quale ho riferito sulla condizione dei minori il cui ambiente familiare ha una negativa influenza con manifestazioni di pericolosità sociale, grave rischio di devianza, irregolarità nella condotta e nello stile di vita per frequentazioni con pregiudicati, reiterata assenza scolastica, atteggiamenti violenti.
Il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, da circa tre anni, a tutela di alcuni minori, sta adottando, in via d’urgenza e inaudita altera parte, importanti provvedimenti, differendo il contraddittorio con le famiglie controparti, in presenza di emergenze improcrastinabili e di rischi di integrità psicofisica da tutelare.
Da Garante dell’infanzia e dell’adolescenza ho segnalato, ex art. 2 Legge Regione Calabria n 28/2004, che in presenza di minori educati dai genitori alla criminalità, accertato il pregiudizio minorile (condivisione del modus vivendi criminale e mafioso del genitore), l’adozione di provvedimenti ex artt. 330 e 333 c.c. non costituisce violazione del diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia, ma atto col quale il magistrato, nel bilanciamento degli interessi minorili, sottrae il minore al pregiudizio subito e subendo.
Per mezzo di tali misure il minore viene aiutato ad acquisire quei valori civici che, raggiunta la maggiore età, lo renderanno libero dalla mentalità mafiosa.
L’allontanamento del figlio di mafia costituisce una possibilità offerta al minore di ricevere aiuto da educatori, psicologi, servizi e famiglie che si dichiarano disponibili al conseguente ufficio di diritto civile (affidamento eterofamiliare)
Questo compito spettante ai genitori destinatari di un provvedimento di ablazione o limitazione della potestà genitoriale viene provvisoriamente sospeso ed esercitato da altre figure che, in attuazione dei provvedimenti del caso resi rebus sic stantibus, si fanno carico di curare la patologia educativa familiare onde consentire il ritorno dei minori nella famiglia di origine.
È evidente che tale rientro sarà possibile solo e se quando la famiglia di origine sarà in grado di non indurre il minore, anche in termini educativi, alla vita criminale e a non trasmettergli i valori di mafia.
I minori allontanati fuori regione,dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, attualmente sono circa sette. A questi si aggiungono alcuni interventi di educativa domiciliare per alcuni minori la cui madre si è dimostrata collaborativa per l’acquisizione dei valori civici da parte del figlio.
L’esecuzione di siffatti provvedimenti giudiziali registra gravi,inaccettabili ritardi (anche su presunti e pretestuosi indirizzi di gestione di spese) che comporta l’ esposizione dei minori a rischi irreparabili per la loro stessa vita e la loro sana crescita psicofisica
Cattive prassi per l’uso distorto di determinati istituti giuridici da parte della pubblica amministrazione non tengono conto dell’obbligo di prevalenza, perché preminente, dell’ interesse del minore nelle decisioni “di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative” come, invece, disposto dall’art. 3 della Convenzione di New York, così come ratificata con Legge dello Stato n. 176 del 27 maggio 1991.
Si rende urgente un progetto che possa supplire alle gravi carenze pubbliche.
Chiedo la disponibilità della Fondazione da Lei presieduta al progetto “Liberi di scegliere” che nasce dall’iniziale proposta di protocollo istituzionale d’intesa, promosso dal Tribunale per di minorenni di Reggio Calabria,dal Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della regione Calabria,dall’associazione “Libera” di Don Ciotti(contattata direttamente dal T.M di Reggio Calabria e capo fila di una rete di associazioni) e altri soggetti istituzionali.
Consapevole delle modalità di presentazione del progetto da sottoporre alla Sua attenzione( da parte di una rete di associazioni)resto in attesa di un cortese riscontro e di un incontro che vorrà promuovere al più presto insieme all’associazione “Libera” di Don Ciotti, presso i suoi uffici di Roma. Distinti saluti.
F.to Marilina Intrieri