Follow us on Twitter Subscribe to our RSS feed

Il primo compito del Garante è quello di far acquisire ai minori la consapevolezza dei diritti di cui sono divenuti titolari in forza della Convenzione di New York del 1989 che ha operato una vera e propria rivoluzione copernicana: ha fatto passare il minore da “oggetto di tutela” a “soggetto titolare di veri e propri diritti soggettivi”, esercitabili dallo stesso minore se dotato di capacità di discernimento. Nella logica della Convenzione di New York, tale capacità sottrae il minore alla categoria dell’interesse (che, alla fine, è sempre l’interesse dell’adulto) e gli consente di partecipare, in prima persona, a tutte le decisioni che lo riguardano, essendo divenuto titolare del corrispondente diritto soggettivo (per fare un esempio, basti pensare che, in sede di procedura di adottabilità il tribunale per i minorenni deve sentire “il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento”).

Il Garante ha il compito primario di ricordare ai genitori, agli insegnanti, alla società tutta, quanto ha insegnato la grande Maria Montessori e cioè che il bambino è un essere attivo e creativo che ci dice continuamente “Aiutami a fare da me!”. Occorre, perciò, realizzare, nelle scuole, con l’ausilio di studenti ed insegnanti, periodici interventi sul tema dei diritti dei minori, onde evitare, da subito, il ripetersi di fenomeni raccapriccianti, quali, ad esempio: “S’impicca a 14 anni per paura della vita”. Occorre che gli insegnanti sappiano la differenza che passa tra “bullismo” e “criminalità minorile”: l’ignoranza di questa distinzione fa assumere agli stessi atteggiamenti di colpevole permissivismo a tutto danno delle povere vittime.

Il Garante deve bussare con forza alla porta delle politiche sociali, dal momento che tali politiche e le scelte amministrative sono insensibili alle esigenze dei bambini.

Il Garante deve, poi, saper ascoltare e fare ascoltare. Non solo, ma deve tenere e far tenere in debito conto il punto di vista dei bambini. Il Garante deve verificare se, entro il 31 dicembre 2006, siano effettivamente cessati i ricoveri in istituto e deve assolutamente opporsi a che si faccia uso di antidepressivi per i bambini, il Garante deve, quotidianamente, vigilare sui servizi sociali, nel funzionamento dei quali “ci sono moltissimi problemi da risolvere, molte disparità di organizzazione e vergognose disfunzioni da rimuovere.

Se tutto questo e molto altro il Garante non fa o non assicura, allora è davvero legittimo chiedersi: a che cosa serve “una figura di questo genere ?”