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La filiazione nella novella del 2013

Giornate nazionali sulla  genitorialità ANFI

Roma 23.05.2015 

MARILINA INTRIERI

La novella realizza un progetto di unicità dello status di figlio, che neanche la riforma del 2006, tanto improntata all’interesse del minore, era riuscita a realizzare.

 L’art. 2 della Legge delega sostituisce  con la parola “figli” ogni riferimento ai “figli legittimi” e “figli naturali” –salvo che x questioni specifiche  superando  la discriminazione sistematica tra figli, esistente nei quattro codici.

L’unicità dello status di figlio si manifesta anche con  l’eliminazione di ogni discriminazione  tra i “figli adottivi”. Tale modifica è coerente alla ratio dell’istituto dell’adozione piena  in cui il minore  adottato è in stato di abbandono e con l’adozione si crea un legame filiale con la famiglia adottiva, pienamente corrispondente, dal punto di vista degli effetti giuridici, a quello che si realizza con l’acquisizione dello stato di figlio.

E’ un traguardo  importantissimo  col  quale sono garantiti a tutti i  minori, sia nati nel matrimonio, al di fuori,adottati, o frutto di un rapporto incestuoso il diritto alla genitorialità e ad essere figli con tutto ciò che comporta.

Il percorso ,infatti,verso una  totale equiparazione tra figli è stato lungo e tortuoso .nonostante il dettato costituzionale di cui all’art. 30 Cost. che conferisce a  tutti i figli, il diritto ad essere educati, istruiti e mantenuti dai propri genitori- senza distinzione

Nel nostro ordinamento permanevano  norme che stabilivano  diversi diritti  a seconda della “categoria” di appartenenza del figlio.

La riforma non può che essere salutata con favorevole interesse dai Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza italiani che tra i primi compiti hanno quello di vigilare sull’applicazione dei diritti minorili contenuti nella convenzione di New York, da garantire a tutti  i minori senza distinzione e discriminazione

La riforma ha consentito  di superare le discriminazioni tra figli, garantire parità di trattamento in tema di rapporti di parentela e diritti successori, rendendo in tal modo la normativa italiana, conforme alla legislazione sovrannazionale e al sentire sociale.

La riforma del diritto di famiglia del 1975 aveva affermato una serie di  principi in ambito minorile ( es  il riconoscimento di una serie di diritti per i figli naturali), ma lasciava  spazio a  forti disparità tra  figli nati all’interno di un rapporto di  matrimonio, quelli naturali e quelli irriconoscibili.    

Penso  ad es. all’impossibilità i riconoscere il figlio frutto di un rapporto incestuoso, non perché contrario agli interessi del M., ma perché esprimeva  riprovazione del rapporto tra i 2  genitori che rifletteva  una discriminazione giuridica a carico dei figli.

In una visione non puerocentrica del diritto minorile  consentire il riconoscimento della filiazione incestuosa significava una “legalizzazione” delle unioni tra parenti, che consentiva  anche agli autori di violenze familiari di imporre la potestà sui figli nati a seguito delle violenze.

Tale situazione strideva con i principi fond. sanciti dagli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione che assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni forma di tutela giuridica e sociale.

Non posso sottrarmi,da garante,dall’evidenziare,però, che la novella poteva  affrontare  il c.d. fenomeno della genitorialità sommersa e non l’ha fatto per garantire realmente a tutti i minori ,i medesimi diritti.

 Il mancato riconoscimento del fenomeno della genitorialità sommersa non consente anche ai minori, figli di coppie dello stesso sesso che riconoscimento delle unioni lesbiche, per equiparare anche i minori nati dallo sviluppo di dette tecniche procreative, sulla base di quanto stabilito  dall’ordinamento francese, del diritto del minore a mantenere  rapporti significativi non solo con ascendenti e parenti, ma anche con gli altri adulti di riferimento.hanno fatto ricorso all’inseminazione eterologa , all’estero, il loro diritto ad essere figli di entrambe le figure di riferimento. (parlo di quelle  lesbiche evidentemente

E’ una questione di grande rilievo, anche in ambito europeo, che riguarda la rilevanza del vincolo di sangue, affettivo e legale della famiglia in ordine alla filiazione.