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garante

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Regione Calabria

Il Garante

 

                                                                 

 Prot. n.385                                                                 Reggio Calabria 28.07.2015 

                                                               Alla Commissione Giustizia della Camera                                                                           Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Osservazioni del Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria su 

DDL. n.2593 “delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza  del processo civile” presentato  dal Ministro della Giustizia di concerto col Ministro delle finanze  l’11.03.2015.

Il  sottoscritto Garante per l’infanzia e l’ adolescenza    della  Regione Calabria, analizzate le criticità territoriali, letti la relazione illustrativa al DDL, il documento di sintesi sulle fattispecie oggetto di criticità e sulle prioritarie proposte di intervento in materia di processo civile della Commissione di studio costituita con D.M. del 27.05.14, i verbali         d’esame          contenuti     nel     bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari Giustizia (II), le osservazioni formulate dalla AIMMF, ritiene che

per quanto gli obiettivi evidenziati nella relazione illustrativa di razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti mediante la loro omogeneizzazione, ciò anche alla luce dell’unificazione dello status di figlio[1], siano particolarmente meritevoli di tutela, questi non debbono essere realizzati a discapito di una visione puerocentrica del procedimento che a diverso titolo vede coinvolti minori[2], e pertanto osserva quanto segue

Orbene, se non vi è dubbio che il sistema processuale di tipo dualistico cozzi con il principio dell’unicità dello status di figlio, non può sottacersi che la costituzione di una sezione specializzata per la famiglia  corra il rischio di non essere la soluzione idonea alla tutela degli stessi[3]; è evidente, infatti,  che:

  1. a)La sezione specializzata non è idonea attraverso i soli strumenti offerti dall’art. 1, lett. b, 3, dunque, “attraverso l’ausilio dei servizi sociali e di tecnici specializzati nelle materie di competenza” a realizzare il medesimo grado di tutela minorile offerto dai tribunali per i minorenni.

La tutela offerta dal tribunale  per i minorenni è frutto di una composizione collegiale nella quale confluiscono, non come ausiliari (a cui non può essere demandato il compito di giudicante) figure con competenze diverse ciò in funzione di un necessario approccio olistico alla tutela minorile.

Si aggiunga che la norme che pongono limiti alla permanenza dei magistrati  stesso ufficio e che comportano il costante trasferimento da sezione a sezione del tribunale ordinario non sono idonee a garantire la medesima specializzazione offerta dai Tribunali per i minorenni atteso che anche ex art 2 disp. Att. L’assegnazione degli affari è disposta “in modo da favorire la diretta esperienza di ciascun giudice nelle diverse attribuzioni della funzione giudiziaria minorile”. Solo in tal modo, infatti, si realizza il migliore esercizio della giurisdizione perché pone il giudicante a contatto con entrambe le sfere (penale e civile) e fornisce una competenza del fenomeno minorile olistica, che prende in considerazione il minore come persona e, dunque, un minore sotto tutte le declinazioni che l’individuo attraverso la sua personalità realizza.

  1. b)L’ attribuzione delle funzioni di PM a magistrati ai quali è attribuita in misura prevalente la trattazione di affari rientranti nella competenza della sezione specializzata previsto dall’art. 1, lett. b, 4, così come la previsione di un’attribuzione, almeno in misura prevalente di un sezione di Corte d’Appello delle impugnazioni in materia familiare, di cui al successivo numero 6, non garantisce la specializzazione necessaria realizzabile solo attraverso l’esclusività delle funzioni. Appare, quindi, conforme all’interesse minorile l’elisione dell’inciso “almeno in misura prevalente” presente all’indicata
  2. c)La disciplina di un rito improntato ai criteri di semplificazione e flessibilità, di cui al successivo numero 5, è certamente meritevole di tutela ed idoneo a realizzare interessi minorili troppo spesso violati dalla formalità o dalla durata processuale, ma la ricerca di una semplificazione non deve far cadere nel rischio di esporre minori a violazioni del loro best interset (non dimentichiamo, infatti,  l’obbligo discendente in primis dalla convenzione di New York- per il quale in ogni decisione giudiziaria deve avere prevalenza l’interesse del minore; rispetto alla semplificazione e flessibilità processuale dovrà, quindi, prevalere l’ interesse a che il provvedimento sia un provvedimento maggiormente conforme all’interesse minorile,  interesse che come noto riguarda il diritto del minore alla bi genitorialità, alla dignità, ad essere parte dei giudizi che lo riguardano, ad essere ascoltato, ad avere un suo difensore, a veder tutelati tutti i suoi diritti dalla crescita ed educazione nella propria famiglia all’ allontanamento da questa quando viene pregiudicato il suo sviluppo psicofisico anche se ciò comporta un dilungarsi del procedimento in danno della sua snellezza o una complessità nello svolgimento dello stesso in danno del criterio di semplificazione e flessibilità). L’interesse del minore non può soccombere in vantaggio di una snellezza ed economia processuale. All’uopo appare fondamentale sottolineare quanto una composizione collegiale con competenze molteplici sia la forma più idonea a realizzare gli interessi minorili. Ricordiamo ancora una volta che la forma collegiale offerta dal Tribunale per i minorenni è quella che maggiormente tutela gli interessi dei minori coinvolti poiché vede come giudicanti non solo magistrati esperti di diritto, ma membri del collegio esperti in altri campi delle esigenze della personalità minorile quali psicologi, psicoterapeuti ed in generale esperti in scienze umane realizzando quell’approccio olistico che rappresenta l’unica reale strada di effettiva tutela minorile idonea a porsi effettivamente in posizione di ascolto, anche di ciò che non è espressamente detto (perché il minore ha paura o, quale soggetto in fieri, non è in grado di riferire o di comprendere l’importanza di esprimere un sentimento, un fatto, una paura, un’esigenza del minore). 
  3. d)La subordinazione di una “rideterminazione delle dotazioni organiche delle sezioni specializzate per la famiglia e la persona, dei tribunali ordinari e dei tribunali per i minorenni, adeguandole alle nuove competenze” delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili affievolisce ad interesse legittimo il diritto del minore alle garanzie oggi offerte dal sistema giudiziario.

Tanto si rappresenta all’On. Commissione Giustizia della Camera dei Deputati  per l’acquisizione  formale agli atti della indagine conoscitiva.

                                                                                 F.to.  Marilina Intrieri

 

 

 

 

 

 

 

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[1] L’unificazione dello status di figlio non ha eliminato talune discrasie tra i procedimenti aventi ad oggetto i figli, in particolare si ripropone la questione di un diverso trattamento per ciò che concerne la responsabilità genitoriale dei figli in seguito a separazione, la cui competenza è riservata al giudice monocratico, e quella scissa dal giudizio di separazione, e dunque, tipica dei figli nati fuori dal matrimonio, che prevede, invece, il rito camerale. 

[2] Le esigenze processualistiche non possono essere realizzate in contrasto con i diritti che, indipendentemente dalle domande proposte dalle parti, debbono essere tutelati, anche in un’ottica di tutela sociale del minore, attraverso detti procedimenti. Ecco, dunque, che le proposte contenute nel DDL debbono essere contemperate ed adeguate a diritti già riconosciuti, primi fra tutti quelli contenuti nella Convenzione di New York, convenzione di Strasburgo,  le Linee guida del Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa per una giustizia a misura di minore.

[3] La medesima  relazione illustrativa al DDL specifica che a detta sezione specializzata debbono essere garantite la  specializzazione e attribuiti gli strumenti di cui oggi dispone il giudice dei minorenni.