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garante

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Regione Calabria

Il Garante 

Prot 390                                                                                                       Reggio Calabria 31.7.2015

On. Presidente della Regione Calabria

  On. Presidente  Consiglio Regionale della Calabria

Prefetto coordinatore di Catanzaro

                                                                                                                         Prefetto  di Reggio Calabria

 Sindaco di Reggio Calabria

Presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria

Procuratore  della  Repubblica c/o il Tribunale dei minorenni di R. C.

Direttore Generale   dipartimento 6 Regione Calabria

Direttore generale tutela salute  regione Calabria

Asp di Reggio Calabria

 Garante Nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza

 

Oggetto:Condizione di degrado presso la struttura per minori  Unitas   Catholica  sita nel comune di  Reggio Calabria.(Articolo del “ Corriere  della  Calabria”  del  29.7.2015 ore 10,49).   Mancato esercizio dei poteri di controllo  e possibili  violazioni di diritti  minorili.

Si fa riferimento all’articolo apparso sul” Corriere della Calabria” del  29.7.2015  (www. Corriere della Calabria.it) dal titolo “ viaggio tra i minori dimenticati. La vita tra travi sventrate e fili elettrici a vista…. Storie di ordinario degrado a Reggio Calabria” da intendersi qui integralmente riportato ,inerente la struttura Unitas   Catholica  che, in  Reggio Calabria, ospita  minori lontani dalle famiglie d’origine.

L’articolo descrive la situazione di estremo degrado della struttura e condizioni in cui  sono costretti a vivere i minori ospiti e   riporta  dichiarazioni  di un’ assistente sociale che lavora presso la  Unitas   Catholica  di Reggio Calabria.

Lo scrivente Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Calabria, in coerenza con le funzioni attribuite ex art. 2  L.R. n.28/2004

premesso  che

-l’articolo 13 della L.R. della Calabria  n. 23/2003 delega ai Comuni le funzioni amministrative del rilascio dell’autorizzazione, dell’accreditamento e della vigilanza dei servizi sociali e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale e delle Comunità di tipo famigliare con sede nelle civili abitazioni a gestione pubblica o degli enti di cui all’art. 1, comma 5, della  L. n. 328/2000 ed ai sensi degli articoli 24 e 25 L.R. 23/2003;

-    l’articolo 25 della L.R. 23/2003 al 4° comma dispone: Le funzioni amministrative concernenti l’accreditamento sono attribuite ai Comuni  ricadenti negli ambiti di cui all’art. 17 della presente legge, acquisito il parere di un apposito organismo tecnico la cui composizione e modalità di funzionamento sono stabiliti con la direttiva di cui al comma 3. La Regione programma, individua e organizza azioni formative rivolte ai componenti gli organismi tecnici”;

 

-    Il dipartimento 6 della Regione Calabria appare non in linea con l’art 13 della LR n.23/2003.

Attraverso la prassi d’ invocare l’uso di poteri sostitutivi (art. 11 lett. o  L.R. n.23/2003) sottrae ai Comuni le funzioni amministrative di accreditamento ad essi attribuite per legge. 

-    l’art. 11 lett. o) L.R. 23/2003 dispone,infatti, che alla Regione spetti “l’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti degli Enti locali inadempienti rispetto a quanto stabilito dagli articoli 6, comma 2, lettere a), b) e c), e 19 della Legge 328/2000”; 

-    la Regione,invece, procede in maniera diretta all’accreditamento  di strutture, in assenza di inadempimento  dei Comuni, i quali  restano  competenti per l’esercizio di  tale funzione; 

-La Regione Calabria, quindi, accredita  strutture, scavalcando sine titulo il Comune;   segnala che 

-    senza che ne ricorrano i presupposti di legge, il competente  dipartimento della Regione  Calabria,

(come già comunicato in relazione a disservizi relativi ad altre strutture) procede all’accreditamento di strutture socio assistenziali emanando provvedimenti illegittimi  con danno erariale all’Ente medesimo  che  dovrà corrispondere le somme che le strutture vanteranno come enti accreditati, contra legem;

-    i comuni non esercitano,pur rimanendone competenti ex lege, i poteri di controllo sulle  strutture accreditate direttamente dalla Regione;

-    tra gli atti illegittimi  della Regione  Calabria, c’è anche il mancato trasferimento ai Comuni delle somme per il pagamento delle rette alle case famiglia;.

Tanto si segnala alle Autorità  in indirizzo per  gli atti di rispettiva competenza si chiede

  1. 1)al dipartimento 6 della Regionedi voler comunicare la data di  accreditamento della struttura Unitas  Catholica  di Reggio Calabria, nonché gli ultimi  controlli  di competenza effettuati sulla idoneità;
  2. 2)al servizio sociale del Comune di Reggio Calabria, di volerla data dell’ ultimo  collocamento di minore disposto presso la struttura Unitas  Catholica e quali verifiche preventive di competenza ha svolto a tutela degli  interessi dei  minori ivi collocati;   
  3. 3)alla ASP di Reggiodi voler comunicare  la data dei  controlli di     competenza svolti a   tutela della salute pubblica presso la struttura  Unitas  Catholica  Si resta in attesa di riscontro.

                                                                                                               F.to     On. Marilina Intrieri