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garante
Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Regione Calabria

 

Prot.425                                                                                                               Reggio  Calabria 02.09.2015

 

On. Ministro della Salute

On.  Presidente della  Regione Calabria

On. Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

 Procura della Repubblica di Crotone

 Commissario  per il piano di rientro in sanità della regione Calabria

 Direttore Generale tutela della salute Regione Calabria

Sindaco di Crotone

Prefetto di Crotone

 Direttore Generale   ASP di Crotone

 Garante Nazionale per l’infanzia e l’ adolescenza

        

 

Oggetto: morte della Sig.ra Maria Scarpino in cinta di sei mesi presso l’spedale civile di Crotone - accertamento di eventuale violazione di diritto alla vita  dei due figli gemelli che portava in grembo; danno tanatologico ed eventuale  violazione del diritto della  figlia di  anni tre  a crescere ed essere educata nella propria famiglia nell’ipotesi di inefficienze ad opera del nosocomio crotonese.

 

L’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Calabria, nella persona della scrivente  fa riferimento all’articolo riportato dal quotidiano della Calabria a pag 11 dell’edizione del 27 agosto u.s dal titolo” Donna morta in ospedale. Inchiesta. Vittima una trentacinquenne al sesto mese di gravidanza. Aspettava due gemelli. Anche l’ASP pitagorica avvia una indagine. Denuncia dei familiari.”

Il   terribile fatto di cronaca avvenuto presso il nosocomio San Giovanni di Dio di   Crotone  il 26 agosto u.s. si riferisce alla morte di una giovane madre, la Sig.ra Maria Scarpino, e dei  figli gemelli che portava in grembo di mesi sei. La signora Maria Scarpino era già madre di una bambina di anni tre.

Con il fine di:

- assicurare la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti e degli interessi sia individuali che collettivi, dei minori, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 176/1991 di ratifica della Convenzione di New York  del 1989 sui diritti del fanciullo, dalla Carta europea dei diritti del fanciullo di Strasburgo del 1996, ratificata con L. n. 77/2003;

- vigilare sull' attuazione delle normative nazionali, affidate alla competenza della Regione e degli Enti locali per la  tutela dei soggetti in età evolutiva  tra le quali rientrano il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alla famiglia

il Garante ricorda che:

qualora fosse ravvisabile -all’esito degli accertamenti già instaurati dalla magistratura competente- una responsabilità nella causa degli eventi sopra descritti ascrivibile al nosocomio si sarebbe in presenza di una condotta lesiva del diritto alla vita dei figli gemelli che la defunta signora Maria Scarpino aveva in grembo e del diritto  della figlia minore di anni tre   a crescere ed essere educata  nella propria famiglia e conseguentemente del patire di un danno tanatologico subito dalla minore. 

  1. 1)Sulla effettiva tutela, ovvero violazione,diritto alla vita dei figli gemelli nel grembo materno della defunta signora Maria Scarpino si evidenzia che:

il  contratto di spedalità  intercorso tra la madre  e la struttura ospedaliera è   qualificabile come contratto ad effetti protettivi in favore di terzi (i  bambini nel grembo materno), come tale, il contratto de quo impone - tra gli altri - l’obbligo per l’ospedale di non arrecare danni ai terzi estranei al contratto. Considerando che al momento in cui la donna si è recata presso il  nosocomio  indirizzata dalla guardia medica  di Verzino –paese in cui risiedeva-  i  bambini in grembo materno  non si trovavano  nella generale categoria di nascituri, ma erano nascituri  già concepito, giunti ad un termine  molto avanzato per la gestazione.  Come confermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte - il nascituro risulta dotato di autonoma soggettività giuridica, seppur specifica e attenuata  poiché sul piano sostanziale risulta essere titolare di interessi personali in via diretta, tra i quali il diritto alla vita, ciò anche in relazione agli artt.2 e 32 della Costituzione.

Il nascituro, sin dal concepimento  è titolare del diritto alla vita o nei casi di interpretazione più restrittiva è, quantomeno, titolare di una legittima aspettativa a nascere.

 

  1. 2)Sulla violazione deldella figlia minore  a crescere ed essere educata  nella propria famiglia e dalla propria madre:

-il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia è diritto soggettivo da tutelare in tutto il territorio della Repubblica salvo che tale diritto non  sia qualificabile come contrario all’interesse della  minore.

-il rapporto del minore con ogni singolo genitore è rapporto unico, non commutabile proprio perché entrambe le figure genitoriali svolgono ruoli fondamentali e diversi nella crescita del minore; costituiscono, infatti, tentativi di surrogazione gli attaccamenti vicarianti operati dai minori privi di uno o entrambi i genitori;

-il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia, come noto, permea l’intero diritto di famiglia ed ha ispirato istituti quali l’affidamento condiviso proprio in virtù del rilevante ed essenziale ruolo giocato da entrambe le figure genitoriali nella sana crescita dei minori;

- la famiglia rappresenta  la struttura primaria che coinvolge ogni dimensione esistenziale del minore, grazie alla quale egli acquisisce tutte quelle nozioni, capacità ed abilità che lo renderanno persona adulta; è gruppo primario per l’apprendimento e la formazione di base di ogni individuo, nonché il più forte meccanismo sociale di inclusione-esclusione, che definisce un’appartenenza e un’identità, sia nell’autopercezione dei suoi membri, sia nella percezione degli estranei;

Con la presente, pertanto, si segnala alle competenti Autorità che qualora venissero accertate responsabilità del nosocomio nella causazione della morte della Sig.ra - si sarebbe in presenza di una violazione del diritto alla vita intrauterina dei due gemelli ed una violazione del diritto della figlia minore  di tre anni  a crescere ed essere educato da entrambe le figure genitoriali atteso che una delle due sarebbe venuta meno per fatti imputabili al nosocomio crotonese.

                                                       F.to  On. Marilina Intrieri