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Senato della Repubblica – 13 XVII LEGISLATURA

503ª Seduta (pomerid.) Assemblea - Resoconto stenografico 10 settembre 2015

 

PRESIDENTE. Segue l’interrogazione 3-01515, sul decesso per meningite

di un mediatore culturale presso il CARA di Isola Capo Rizzuto,

in Provincia di Crotone.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

MANZIONE, sottosegretario di Stato per l’interno. Signor Presidente,

onorevoli colleghi, gli organi dell’Amministrazione dell’interno

hanno seguito con estrema attenzione le vicende successive al decesso

del mediatore culturale che, in qualità di dipendente di una cooperativa

convenzionata con il Ministero dell’interno, lavorava per conto dell’ufficio

immigrazione della questura di Crotone, frequentando per questo motivo

sia la sede della questura medesima sia l’ufficio distaccato ubicato all’interno

del centro di prima accoglienza per richiedenti asilo di Isola di Capo

Rizzuto.

Tanto premesso, riferisco che, nella mattinata del 27 novembre

scorso, il cittadino marocchino Mohamed Ebno Errida e` stato ricoverato

per acclarata meningite batterica nella sala rianimazione del locale ospedale

civile, dove e` deceduto il giorno successivo. Lo stesso giorno del ricovero

si e` tenuta una riunione presso la prefettura di Crotone, con la partecipazione

dei responsabili delle strutture dell’Azienda sanitaria provinciale

di Crotone direttamente interessate, del direttore sanitario del centro

di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, del presidente della commissione

territoriale per la protezione internazionale, del dirigente dell’ufficio sanitario

provinciale della questura e dei vertici delle altre forze di polizia,

nonché del comandante del contingente di militari impiegati nei servizi di

vigilanza presso il centro. L’incontro era finalizzato principalmente all’individuazione

delle categorie di persone a rischio di contagio da sottoporre

a profilassi farmacologica, evitando un’acritica e generalizzata somministrazione

antibiotica, atteso che la trasmissione dell’infezione, come dichiarato

dai sanitari presenti alla riunione, può avvenire solo per contatto

diretto e prolungato.

Sulla base delle indicazioni fornite dai predetti sanitari, e` stato deciso

di sottoporre a profilassi, iniziata lo stesso giorno mediante la somministrazione

di antibiotici, coloro i quali erano venuti a contatto diretto con

l’ammalato nell’arco dei dieci giorni precedenti il suo ricovero. Complessivamente,

l’ufficio sanitario provinciale della Polizia di Stato ha distribuito

a 101 persone il farmaco indicato per la profilassi da adottare. Nello

specifico, il trattamento ha riguardato 79 appartenenti alla Polizia di Stato,

7 dipendenti dell’Amministrazione civile dell’interno, 5 civili, 10 militari

dell’Esercito. Alla prefettura e` stato consegnato un ulteriore quantitativo

utile a sottoporre a profilassi altre 10 persone. E ` stata, altresì, disposta

ed effettuata nel pomeriggio della stessa giornata la disinfezione di tutti

i locali frequentati dall’ammalato nella questura, nella commissione territoriale

per la protezione internazionale e nel centro di accoglienza. Poiché

il mediatore culturale effettuava anche attività di insegnamento della lingua

araba a persone in età adulta presso un istituto scolastico primario del

capoluogo, si e` stabilito di effettuare la disinfezione dei locali interessati

dalle lezioni, nonché la profilassi delle persone ivi entrate in contatto con

l’ammalato.

Desidero altresì informare che, nell’immediatezza dell’evento, l’Azienda

sanitaria provinciale ha attivato una task force per seguire l’evoluzione

della situazione. Essa ha diramato, di seguito, un comunicato stampa

nel quale ha evidenziato la natura sporadica dell’evento, rientrante nella

casistica ordinaria dei ricoveri, e ha escluso la riconducibilità del contagio

agli ospiti del centro di accoglienza, dove – peraltro – non sono stati mai

segnalati casi di meningite. E ` un fatto comunque che, negli ambienti frequentati

dall’ammalato, nessun ulteriore caso di meningite si e` registrato

nei tempi di incubazione della patologia dalla data del decesso del signor

Ebno Errida.

Per quanto riguarda, invece, la tutela della salute degli operatori di

polizia che vengono a contatto con i migranti, la direzione centrale di sanità

del Dipartimento della pubblica sicurezza ha confermato che la linea

di condotta seguita nella circostanza ha corrisposto in modo scrupoloso ai

protocolli sanitari previsti per tali circostanze (comunicazione agli operatori

esposti a rischio, comunicazione ai livelli istituzionalmente previsti,

indagine epidemiologica, profilassi).

Quanto, infine, alle delucidazioni richieste dal Garante regionale per

l’infanzia e l’adolescenza in ordine alle prestazioni sanitarie praticate nei

confronti delle donne in gravidanza e dei minori ospitati nel centro di accoglienza,

informo che, in base alla convenzione stipulata per la gestione

del centro medesimo, gli obblighi di assistenza sanitaria a carico dell’ente

affidatario si articolano in uno screening medico iniziale all’atto di ingresso

dello straniero nella struttura e in un primo pronto soccorso sanitario

durante la permanenza che garantisce l’assistenza fino all’eventuale ricorso

alle strutture sanitarie ricomprese nel Servizio sanitario nazionale,

con le quali il presidio mantiene i rapporti.

Peraltro, per il tramite della prefettura di Crotone e` stata attivata una

procedura dedicata che consente ai migranti ospiti del centro di ottenere,

gia` al momento della richiesta di protezione internazionale, il codice fiscale

propedeutico alla successiva iscrizione al Servizio sanitario nazionale,

la scelta del medico o del pediatra, nonché il codice di esenzione

dalla compartecipazione alle spese sanitarie. In virtù di ciò, gli ospiti medesimi

sono abilitati a fruire della generalità delle prestazioni assicurate

dal Servizio sanitario nazionale.

BERTOROTTA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BERTOROTTA (M5S). Signor Presidente, signor Sottosegretario, io

la ringrazio di essere venuto a rispondere a questa interrogazione presentata

diversi mesi fa, anche se avrei preferito avere qui qualcuno che riportasse

la voce del Ministero della salute, in quanto la questione sollevata

dal Garante dell’infanzia riguardava un problema più che altro sanitario.

Al Garante e` stato risposto, dall’Azienda sanitaria provinciale, che, per

problemi di privacy, non venivano date le informazioni.

Nel caso in cui si parla della morte di un mediatore culturale, che –

per quanto mi e` stato riferito – era entrato in contatto continuo e costante

con gli ospiti del CARA, la necessità di sapere quale sia la profilassi utilizzata

per prevenire eventuali contagi credo non possa essere bypassata

dal fatto che non vi siano stati altri contagi e altri malati. Dovrebbe essere

una prassi consolidata quella di sottoporre le persone a procedure fisse.

Invece, vi siete mossi solo nei confronti degli operatori di polizia venuti

a contatto con quel mediatore, e giustamente sono stati disinfestati i luoghi

di lavoro, ma la stessa attenzione non e` stata rivolta agli ospiti del CARA.

E' chiaro, poi, che quando si parla di minori e di donne in gravidanza, dovrebbe

esserci un occhio di maggiore riguardo rispetto a persone adulte, e

soprattutto in caso di meningite.

Il fatto che nella risposta alla mia interrogazione sia stato posto,

come primo punto, il rispetto della normativa sulla privacy – secondo

me – e` un alibi per non dire che, in realtà, una profilassi ben precisa

non viene seguita. Con tutte le persone che, ipoteticamente, potrebbero

portare delle malattie, non avere delle procedure sicure, per non mettere

a repentaglio la vita degli altri ospiti, e` – a mio avviso – un fatto molto

grave.

Ringrazio il sottosegretario Manzione per aver risposto alla mia interrogazione,

ma mi dispiace che nessuno del Ministero della salute sia venuto

a dirci qualcosa in più.

 

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01515


Atto n. 3-01515
(in Commissione)

Pubblicato il 16 dicembre 2014, nella seduta n. 366

BERTOROTTA, MORRA, MOLINARI, DONNO, SERRA, CATALFO- Ai Ministri della salute e dell'interno. -

Premesso che:

dal quotidiano on line "ilgiornale" si apprende la notizia che in data 28 novembre 2014, presso l'ospedale di Crotone, è morto un mediatore culturale di origine marocchina colpito da meningite batterica;

il quotidiano evidenzia che "il 40enne, di nazionalità marocchina, lavorava per conto di un'agenzia privata convenzionata con il Ministero dell'interno e prestava servizio come interprete all'Ufficio immigrazione della Questura di Crotone. Per lavoro frequentava anche il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto";

risulta agli interroganti che a seguito del decesso si sia riscontrato un diffuso allarme fra gli operatori delle forze dell'ordine che prestano servizio nel Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Crotone, nonostante siano state fornite, dal personale sanitario e dalla Prefettura di Crotone, rassicurazioni tali da escludere che l'infezione possa essere stata contratta nella struttura per immigrati;

inoltre risulta che sia stata "disposta la disinfezione dei locali della questura, ma anche delle aule di un istituto scolastico presso il quale il mediatore culturale aveva tenuto lezioni serali di arabo per adulti. Tutte le persone entrate direttamente in contatto con il marocchino, inoltre, sono state sottoposte a una specifica profilassi a base di antibiotico";

considerato che:

in data 9 dicembre 2014, con nota prot. n. 740, il garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria, nella persona della dottoressa Marilina Intrieri, ha denunciato la situazione relativa al decesso per meningite del mediatore culturale operante al cara di Isola Capo Rizzuto occorso in data 28 novembre;

in particolare, il garante ha chiesto all'azienda sanitaria provinciale di Crotone alcune delucidazioni circa le procedure di profilassi adottate nei confronti dei minori e delle donne in gravidanza presenti nei campi profughi;

a giudizio degli interroganti non può essere esclusa una possibile diffusione di malattie, come la meningite, causa della morte del mediatore, in un contesto come quello dei rifugiati e più in generale degli immigrati;

considerato inoltre che con la citata comunicazione il Garante regionale ha chiesto all'azienda sanitaria di Crotone di conoscere, ex art. 2 della legge regionale n. 28 del 2004: l'elenco delle prestazioni sanitarie obbligatorie praticate ai minori e alle donne in gravidanza collocati presso i campi di Isola Capo Rizzuto nell'anno 2013 e nel corso del 2014; notizie sugli adempimenti periodici svolti al fine di prevenire le malattie diffusive all'interno del Cara e di un altro campo di recente apertura; copia di convenzione con l'ente gestore, qualora risulti stipulata,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

quali procedure di indagine e di controllo di competenza siano state attivate o si ritenga di dover avviare;

quali misure urgenti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, intendano adottare al fine di tutelare il diritto alla salute delle forze dell'ordine, degli operatori che prestano servizio presso la struttura del Cara di Crotone nonché dei minori e delle madri presenti nella medesima struttura di accoglienza.