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garante

 

  Autorità Garante infanzia e adolescenza

Regione Calabria 

 

flyingangels

 

Martedì 24 novembre 2015 - ore 10.30

Senato della Repubblica  Palazzo Madama - Sala Koch

Piazza San Luigi de' Francesi, 9

 

INVITO

 “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria.

Analisi e prospettive”

 

Indirizzo di saluto

Pietro Grasso 

Presidente del Senato della Repubblica

 

Coordina 

Francesco Maria Greco

Presidente Flying Angels Foundation Onlus

 

Introduce 

Marilina Intrieri


Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria

 

 

Intervengono

Roberto Di Bella

Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria 

 

Federico Cafiero de Raho

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria

 

Giuseppe Creazzo

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze

 

Enza Bruno Bossio 

Membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle

altre associazioni criminali, anche straniere

 

Mario Oliverio

Presidente della Regione Calabria

 

Cosimo  Ferri

Sottosegretario di Stato alla giustizia con delega alla giustizia minorile

 

Per accedere al Senato è necessario confermare la presenza alla email   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   

Per informazioni 380 6454659 - 347 6002750

L'accesso alla Sala è consentito fino a raggiungimento della capienza massima 

Obbligo di giacca e cravatta 

 

 

indotrinamentoarticolo

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Convegno al Senato promosso dal Garante dell’infanzia Intrieri

24 novembre 2015, 22:30 Calabria Attualità

 

In Senato oggi si è svolto, aperto dal saluto del Presidente Grasso il convegno”indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria Introdotto dal garante On. Marilina Intrieri, sonno intervenuti il Presidente del tribunale dei minorenni di RC Roberto Dibella,il Procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho, il Procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo,l’on Enza Bruo Bossio della commissione parlamentare antmafia,l’on Mario oliverio Presidente dela regione Calabria,e ha concluso i lavori, moderati dall’Ambasciatore Francesco Maria Greco, che sono stati conclusi dall’On. Sottosegretario alla Giustizia dott. Cosimo Ferri Il tema affrontato dai relatori è stato quello del rapporto tra l’ indottrinamento mafioso e la responsabilità genitoriale che si realizza in alcuni contesti familiari di mafia e di criminalità organizzata.

Si tratta di comportamenti attuati da genitori nei confronti dei figli minorenni che venendo meno al dovere genitoriale di educazione, attuano una condotta volta alla trasmissione di disvalori dell’antistatalità dell’antigiuridicità, concetti altamente lesivi dell’interesse minorile. I relatori che si sono succeduti hanno evidenziato che in taluni casi l’ordinamento è chiamato a porre in essere le azioni necessarie per frapporsi all’esercizio delle attività genitoriali e inibire le lesioni dei diritti minorili. Il tribunale per i minorenni di RC per tutelare alcuni minori di ambienti familiari appartenenti alla criminalità organizzata ha assunto l’orientamento giurisprudenziale esposto dal presidente Roberto di Bella di provvedimenti, in via d’urgenza e inaudita altera parte, per rischi evidenti di integrità psicofisica, differendo il contraddittorio con le famiglie controparti.

I provvedimenti riguardano minori il cui ambiente familiare ha avuto una negativa influenza con manifestazioni di pericolosità sociale, grave rischio di devianza, irregolarità nella condotta e nello stile di vita per frequentazioni con pregiudicati, reiterata assenza scolastica, atteggiamenti violenti improntati al bullismo. In tale attività di tutela minorile gli Uffici Giudiziari del distretto della Corte d’Appello di Reggio di Calabria per ovviare all’assenza di disposizioni specifiche nel 2013 hanno siglato un protocollo d’intesa per interventi coordinati tra Procura della Repubblica DDA, Uffici giudiziari minorili di tutela per minori disagiati, inclusi i cc.dd. minori di mafia, autori o vittime di reati con la comunicazione di possibili situazioni di pregiudizio minorile di tipo familiare al fine di attuare, per tempo, le azioni di tutela di cui hanno parlato i procuratori della Repubblica Cafiero de Raho e Creazzo.

Molto importante il ddl annunciato dall’on Enza Bruno Bossio a seguito anche della carenza legislativa evidenziata dal presidente del tribunale per i minorenni di Catanzaro fatta in sede di audizione in commissione antimafia inerente l’obbligo di comunicazione dell’ordinanza da parte del giudice che applica la misura di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari nei confronti di soggetto maggiorenne che abbia figli di età inferiore agli anni 18 da comunicarsi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni competente per territorio per le opportune tutele nei confronti della prole. Il Presidente della Regione On Mario Oliverio nel condividere pienamente l’orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni ha assicurato tutte le azioni amministrative di tutela di competenza della regione e l’adesione al protocollo liberi di scegliere di prossima sottoscrizione tra Stato,regione, Autorità Giudiziarie e garante per l’infanzia.

Nel concludere i lavori il sottosegretario Cosimo Ferri dopo una analisi sulla proposta di riforrna si è impegnato alla convocazione di un tavolo per le buone pratiche assunte dal distretto giudiziario di Rc che possono rappresentare un modello per promuovere linee guida in altri territori del Paese.

 


 

 

dispaccio

Reggio Calabria

 

 

Direttore Responsabile:

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Redazione:

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Oliverio partecipa al convegno al Senato "Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l'orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria"

Il presidente Oliverio ha partecipato questa mattina al convegno "Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l'orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria", tenutosi nella prestigiosa sala Koch del Senato e organizzato dal Garante per l'infanzia della Regione Calabria e dall'ambasciatore Francesco Maria Greco. Un partecipato dibattito aperto dal saluto del presidente del Senato, Pietro Grasso.

Mario Oliverio ha condiviso pienamente l'orientamento giurisprudenziale assunto dal presidente del Tribunale dei minorenni Dibella a fini di tutela dei minori di famiglie mafiose con provvedimenti di allontanamento in via di urgenza per rischi di integrità psicofisica.

Il presidente della Regione Calabria, con riferimento all'istituendo protocollo "Liberi di Scegliere" tra Stato, Regione, Autorità Giudiziarie e Garante che sino ad oggi ha incontrato forti ritardi e mirante ad assicurare percorsi formativi ai minori di mafia per allontanarli dalla struttura criminale e consentire ai genitori il recupero delle competenze educative, ha manifestato la volontà della sua amministrazione alla sottoscrizione in tempi brevi.

L'impegno di risorse e progetti per favorire la cultura della legalità, nell'ambito di una strategia che la Regione Calabria adotterà nei settori della tutela dei minori, della formazione e dell'istruzione, sono stati i tratti salienti della condivisione che Mario Oliverio ha concretamente dichiarato nei confronti degli autorevoli interventi del procuratore Cafiero De Raho e del procuratore Creazzo.

Il presidente della Regione ha ringraziato l'on. Intrieri per l'organizzazione di un dibattito che ha avviato un percorso virtuoso su temi di fondamentale rilevanza per la Calabria, regione che anche grazie a queste iniziative riscatterà la propria immagine da stereotipi e consolidati giudizi negativi.

 


 

 

il Velino

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Ndrangheta, Grasso: Stato non accetti che figli dei criminali siano senza speranza

Al Senato convegno su "Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale". Presenti, tra gli altri, il sottosegretario Ferri, il presidente della Regione Calabria Oliverio e i procuratori De Raho, Di Bella e Creazzo.

di Emanuele Gatto 24 Novembre Nov 2015 1612 20 ore fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma

 

 

Al Senato convegno su "Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale". Presenti, tra gli altri, il sottosegretario Ferri, il presidente della Regione Calabria Oliverio e i procuratori De Raho, Di Bella e Creazzo.

Roma, 16:12 - 20 ore fa (AGV NEWS)

Negli ultimi 20 anni il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha trattato più di 100 procedimenti per reati di criminalità organizzata e più di 50 processi per omicidio o tentato omicidio. Per fronteggiare questi reati commessi da minorenni appartenenti alla storiche 'ndrine del territorio, il Tribunale negli ultimi tre anni è intervenuto con provvedimenti civili di decadenza della responsabilità genitoriale e, nei casi più gravi, con l'allontanamento dei minori dal nucleo familiare mafioso e l'inserimento in case famiglie o in famiglie di volontari per evitarne una strutturazione criminale. I risultati di questa azione sono stati esaminati nel convegno "Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. Analisi e prospettive" ospitato nella sala Koch del Senato e promosso da Marilina Intrieri, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria e dalla fondazione Flying Angels presieduta dall'ambasciatore Francesco Maria Greco.

"Il caso calabrese è emblematico: le 'ndrine sono vere e proprie famiglie di sangue, da cui è ancora più difficile immaginare di liberarsi per collaborare con la giustizia. Anzi, spesso si allevano i figli fin dalla più tenera età con l'idea della faida, della vendetta, dell'odio nei confronti della famiglia rivale", ha ricordato nel suo intervento il presidente del Senato Pietro Grasso. "Come Stato non possiamo accettare l'idea che la nascita rechi le tracce di un destino segnato, che nel dna sia impresso il comportamento criminale, che non possa darsi speranza per i figli dei criminali - ha sottolineato Grasso -. Sono tanti i casi di figlie e figli che si sono allontanati dall'ascendenza mafiosa dei propri genitori: ciascuno di loro ha dovuto affrontare dilemmi profondi e laceranti, ma con il sostegno di figure adulte di riferimento, penso soprattutto a tante madri coraggiose, a tantissimi insegnanti testardi, a molti sacerdoti impegnati, sono riusciti a liberarsi dallo stigma familiare". La seconda carica dello Stato, dopo aver rievocato il caso di Carmela Iuculano, si è detto convinto della "possibilità di cambiamento che nasce dalla consapevolezza, dalla cultura, dall'amore verso i propri figli. Recidere i legami familiari con un provvedimento giuridico è possibile, ma nessun sentimento si dissolve per decreto. Lavorare con determinazione, pazienza e impegno con queste ragazze e questi ragazzi - ha evidenziato Grasso - è senza dubbio più difficile, ma è l'unica strada che possa davvero liberare i figli dalle colpe dei padri".

Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, ha così spiegato le linee di intervento: " Abbiamo deciso di censurare il modello educativo mafioso nei casi in cui arrechi pregiudizio all'incolumità psico-fisico dei minori. I risultati dei primi provvedimenti emessi, circa una ventina, sono incoraggianti: i ragazzi hanno ripreso una frequenza scolastica prima interrotta, stanno seguendo percorsi socialmente utili con rieducazione da parte dei rappresentanti delle forze dell'ordine, psicologi ed educatori". Le 'ndrine, ha detto Di Bella, "si assicurano il potere sul territorio attraverso la continuità generazionale. La trasmissione di cultura mafiosa di padre in figlio è un fenomeno endemico per troppo tempo sottovalutato. E noi vogliamo mostrare ai ragazzi che esiste un mondo diverso". Per ottenere maggiori risultati, spiega il presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, "serve però costruire livelli di supporto e accompagnamento di questi ragazzi dopo la maggiore età per un'autonomia esistenziale e lavorativa. La sola rete pubblica non è sufficiente e l'apporto di associazioni antimafia come Libera e Addiopizzo è assolutamente irrinunciabile". Quelli dei minori di 'ndrangheta, ha concluso Di Bella "è una materia che non può essere confinata solo al settore giudiziario e a tribunali di frontiera come il nostro, che hanno scarso organico, ma richiede interventi legislativi, politici, sociali e scolastici di ampio respiro".

Federico Cafiero de Raho, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha parlato delle difficoltà del territorio in cui opera: "La scuola non è in grado di soddisfare le esigenze, i servizi sociali non funzionano. Questo è il contesto in cui nasce il provvedimento di decadenza del presidente Di Bella". Per cui "o si interviene sottraendo il minore alla famiglia o il destino del ragazzo è segnato" e i "provvedimenti come quello del Tribunale per minorenni di Reggio Calabria rappresentano l'unica alternativa possibile per modificare questo destino". De Raho si soffermato sulle condizioni delle donne all'interno delle 'ndrine, "trattate come schiave, senza diritto di parola, assoggettate a violenza e costrette a subire delle regole senza facoltà di scelta. E i loro figli vengono educati a un modello di vita che è quello della 'ndrangheta". La criminalità, ha concluso De Raho "non si batte solo con arresti e condanne, ma con una battaglia culturale, con il lavoro e la solidarietà".

Giuseppe Creazzo, attuale procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze ma con un passato in diversi uffici giudiziari della Calabria, dopo aver elogiato i provvedimenti del Tribunale per i minorenni dei minori di Reggio "che hanno dato risultati importanti", ha auspicato che "la passione del presidente Di Bella divenga un modello da esportare in tutto il territorio nazionale". Dopo la deputata Pd Enza Bruno Bossio, membro della commissione Antimafia, che ha ricordato la drammatica vicenda e lo "straordinario sacrificio" di Lea Garofalo, vittima della 'ndrangheta, è intervenuto Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria che ha assicurato "forte e convinto impegno nella lotta alla criminalità". Partire dal problema dei minori delle famiglie criminali significa "bonificare e recidere le radici e aprire una prospettiva diversa", ha affermato Oliverio che ha aggiunto: "I provvedimenti del Tribunali per i minorenni di Reggio hanno aperto uno squarcio importante che va aiutato. La Regione può fare molto e per questo lavoreremo non solo con quello di Reggio ma pure con il Tribunale di Catanzaro".

I lavori del convegno sono stati conclusi da Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia con delega alla giustizia minorile. "Dobbiamo lavorare per proteggere e staccare il minore dalla realtà in cui vive e per questo occorre una rete delle istituzioni e soprattutto la presenza della scuola - ha sottolineato Ferri -. Stiamo lavorando sia dal punto di vista normativo per dare gli strumenti all'autorità giudiziaria che dal punto di vista organizzativo con una collaborazione dei protocolli. Ma il ministero è presente anche con un tavolo che consente agli uffici distrettuali che si occupano di antimafia e a quelli minorili di scambiarsi informazioni".

 


 

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Roma: convegno su indottrinamento mafioso. Presenti Grasso, Cafiero de Raho, Creazzo e il sottosegretario Ferri

Iniziato a Roma presso il Senato della Repubblica il convegno promosso dal Garante dei Minori della regione Calabria Marilina Intrieri. Il tema è quello del diritto alla genitorialita' in relazione all'indottrinamento mafioso

Iniziato a Roma presso il Senato della Repubblica il convegno promosso dal Garante dei Minori della regione Calabria Marilina Intrieri. Il tema è quello del diritto alla genitorialita' in relazione all'indottrinamento mafioso. Ovvero come tutelare il minore dall'indottrinamento mafioso. Al convegno ha portato il saluto il Presidente del Senato, introdotto dalla stessa Marilina Intrieri. Relatori d'eccezione, il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Ferdinando Cafiero de Raho, il Procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo e il Presidente del tribunale dei Minori, Roberto Di Bella. Al convegno sono intervenuti, Enza Bruno Bossio, componente della Commissione Antimafia, Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria. A Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia è toccato il compito di concludere i lavori. Dal convegno sono emerse una serie di proposte che possono portare ad un provvedimento di natura legislativa e organizzativa al servizio della tutela del minore. In questo caso, la tutela del minore diventa anche libertà di scelta da parte del minore a non seguire le orme familiari. Grande anche la partecipazione di pubblico. Tra i partecipanti anche la sceneggiatrice della fiction su Lea Garofalo. Al convegno si sono intravisti lo storico antimafia prof. Enzo Ciconte, Arturo Bova, presidente della commissione antindrangheta del Consiglio Regionale della Calabria, l'avv. Enzo Paolini e l'ex Presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero.

http://lacnews24.it/15794/cronaca/roma-convegno-indottrinamento-mafioso.html

 


 

 

La discussione


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Al Senato convegno su “indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale”

12 Novembre 2015 di Bruno Poggi

 

“Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. Analisi e prospettive”. Questo il tema di un interessate convegno promosso dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria a Roma. All’evento, che si terrà il 24 novembre alle ore 10.30 nella Sala Koch del Senato (in Piazza San Luigi de’ Francesi, 9, interverrà il presidente Pietro Grasso.

Coordina Francesco Maria Greco, Presidente Flying Angels Foundation Onlus, mentre introduce i lavori Marilina Intrieri, già parlamentare, responsabile dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria. Alla conferenza intervengono: Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, Enza Bruno Bossio, Membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria e Cosimo Ferri, Sottosegretario di Stato alla giustizia con delega alla giustizia minorile.

 


 

 

Convegno al Senato promosso dal Garante dell’infanzia Intrieri

 CALABRIA ATTUALITÀ
 

In Senato oggi si è svolto, aperto dal saluto del Presidente Grasso ilconvegno”indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria Introdotto dal garante On. Marilina Intrieri, sonno intervenuti il Presidente del tribunale dei minorenni di RC Roberto Dibella,il Procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho, il Procuratore della Repubblica Giuseppe Creazzo,l’on Enza Bruo Bossio della commissione parlamentare antmafia,l’on Mario oliverioPresidente dela regione Calabria,e ha concluso i lavori, moderati dall’Ambasciatore Francesco Maria Greco, che sono stati conclusi dall’On. Sottosegretario alla Giustizia dott. Cosimo Ferri Il tema affrontato dai relatori è stato quello del rapporto tra l’ indottrinamento mafioso e la responsabilità genitoriale che si realizza in alcuni contesti familiari di mafia e di criminalità organizzata.

Si tratta di comportamenti attuati da genitori nei confronti dei figli minorenni che venendo meno al dovere genitoriale di educazione, attuano una condotta volta alla trasmissione di disvalori dell’antistatalità dell’antigiuridicità, concetti altamente lesivi dell’interesse minorile. I relatori che si sono succeduti hanno evidenziato che in taluni casi l’ordinamento è chiamato a porre in essere le azioni necessarie per frapporsi all’esercizio delle attività genitoriali e inibire le lesioni dei diritti minorili. Il tribunale per i minorenni di RC per tutelare alcuni minori di ambienti familiari appartenenti alla criminalità organizzata ha assunto l’orientamento giurisprudenziale esposto dal presidente Roberto di Bella di provvedimenti, in via d’urgenza e inaudita altera parte, per rischi evidenti di integrità psicofisica, differendo il contraddittorio con le famiglie controparti.

I provvedimenti riguardano minori il cui ambiente familiare ha avuto una negativa influenza con manifestazioni di pericolosità sociale, grave rischio di devianza, irregolarità nella condotta e nello stile di vita per frequentazioni con pregiudicati, reiterata assenza scolastica, atteggiamenti violenti improntati al bullismo. In tale attività di tutela minorile gli Uffici Giudiziari del distretto della Corte d’Appello di Reggio di Calabria per ovviare all’assenza di disposizioni specifiche nel 2013 hanno siglato un protocollo d’intesa per interventi coordinati tra Procura della Repubblica DDA, Uffici giudiziari minorili di tutela per minori disagiati, inclusi i cc.dd. minori di mafia, autori o vittime di reati con la comunicazione di possibili situazioni di pregiudizio minorile di tipo familiare al fine di attuare, per tempo, le azioni di tutela di cui hanno parlato i procuratori della Repubblica Cafiero de Raho e Creazzo.

Molto importante il ddl annunciato dall’on Enza Bruno Bossio a seguito anche della carenza legislativa evidenziata dal presidente del tribunale per i minorenni di Catanzaro fatta in sede di audizione in commissione antimafia inerente l’obbligo di comunicazione dell’ordinanza da parte del giudice che applica la misura di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari nei confronti di soggetto maggiorenne che abbia figli di età inferiore agli anni 18 da comunicarsi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni competente per territorio per le opportune tutele nei confronti della prole. Il Presidente della Regione On Mario Oliverio nel condividere pienamente l’orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni ha assicurato tutte le azioni amministrative di tutela di competenza della regione e l’adesione al protocollo liberi di scegliere di prossima sottoscrizione tra Stato,regione, Autorità Giudiziarie e garante per l’infanzia.

Nel concludere i lavori il sottosegretario Cosimo Ferri dopo una analisi sulla proposta di riforrna si è impegnato alla convocazione di un tavolo per le buone pratiche assunte dal distretto giudiziario di Rc che possono rappresentare un modello per promuovere linee guida in altri territori del Paese.

 


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Marilina Intrieri

Roma. Garante infanzia della Regione Calabria promuove convegno in Senato su minori e famiglie mafiose

Oliverio in Senato al convegno sui minori in famiglie mafiose

Pubblicato mar 24 nov 2015 20:13

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Roma. Il presidente Oliverio ha partecipato questa mattina al convegno “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria”, tenutosi nella prestigiosa sala Koch del Senato e organizzato dal Garante per l’infanzia della Regione Calabria e dall’ambasciatore Francesco Maria Greco. Un partecipato dibattito aperto dal saluto del presidente del Senato, Pietro Grasso. Mario Oliverio ha condiviso pienamente l’orientamento giurisprudenziale assunto dal presidente del Tribunale dei minorenni Dibella a fini di tutela dei minori di famiglie mafiose con provvedimenti di allontanamento in via di urgenza per rischi di integrità psicofisica. Il presidente della Regione Calabria, con riferimento all’istituendo protocollo “Liberi di Scegliere” tra Stato, Regione, Autorità Giudiziarie e Garante che sino ad oggi ha incontrato forti ritardi e mirante ad assicurare percorsi formativi ai minori di mafia per allontanarli dalla struttura criminale e consentire ai genitori il recupero delle competenze educative, ha manifestato la volontà della sua amministrazione alla sottoscrizione in tempi brevi. L’impegno di risorse e progetti per favorire la cultura della legalità, nell’ambito di una strategia che la Regione Calabria adotterà nei settori della tutela dei minori, della formazione e dell’istruzione, sono stati i tratti salienti della condivisione che Mario Oliverio ha concretamente dichiarato nei confronti degli autorevoli interventi del procuratore Cafiero De Raho e del procuratore Creazzo. Il presidente della Regione ha ringraziato l’on. Intrieri per l’organizzazione di un dibattito che ha avviato un percorso virtuoso su temi di fondamentale rilevanza per la Calabria, regione che anche grazie a queste iniziative riscatterà la propria immagine da stereotipi e consolidati giudizi negativi.

 


Ntacalabria.it

Convegno al Senato sui minori nelle famiglie mafiose

25 novembre 2015

di antonio.albanese

Si è tenuto ieri mattina, presso la sala Koch del Senato, un importante convegno organizzato dal Garante per l’infanzia della Regione Calabria e dall’ambasciatore Francesco Maria Greco: “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria”.
Presenti il presidente Oliverio e il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il presidente della Regione Calabria, con riferimento all’istituendo protocollo “Liberi di Scegliere” tra Stato, Regione, Autorità Giudiziarie e Garante che sino ad oggi ha incontrato forti ritardi e mirante ad assicurare percorsi formativi ai minori di mafia per allontanarli dalla struttura criminale e consentire ai genitori il recupero delle competenze educative, ha manifestato la volontà della sua amministrazione alla sottoscrizione in tempi brevi.
Il presidente della Regione ha ringraziato l’on. Intrieri per l’organizzazione di un dibattito che ha avviato un percorso virtuoso su temi di fondamentale rilevanza per la Calabria, regione che anche grazie a queste iniziative riscatterà la propria immagine da stereotipi e consolidati giudizi negativi.


rticalabria

Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. Analisi e prospettive Flying Angels e l’Autorità Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Calabria insieme per richiamare l’attenzione delle istituzioni su un tema delicato e tristemente attuale.

Il tema­ incentrato su quali siano i limiti accettabili tra il dovere genitoriale di non esporre i figli all’indottrinamento mafioso ed il diritto del minore di crescere libero dalla mentalità mafiosa­ è stato affrontato in modo vivace e concreto grazie all’intervento di relatori di grande esperienza: il Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, dott. Roberto Di Bella; il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, dott. Federico Cafiero de Raho; il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, dott. Giuseppe Creazzo; l’On. Enza Bruno Bossio della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; l’On. Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria. L’incontro si è chiuso con l’intervento del Dott. Cosimo Ferri, Sottosegretario di Stato alla giustizia con delega alla giustizia minorile. Il delicato tema trattato nel corso dell’incontro­ che si è svolto nella prestigiosa cornice di palazzo Madama, alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso e delle più alte cariche istituzionali della Regione Calabria – coinvolge il mondo della società civile, prima ancora che le Realtà istituzionali. Promotori del Convegno l’On. Marilina Intrieri, Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Calabria e l’Ambasciatore Francesco Maria Greco, Presidente di Flying Angels Onlus, due Realtà che, seppure differenti per ambito d’azione e aree di intervento, trovano nella difesa dei diritti dei minori uguale ragione di esistere.

 


 

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Regione Calabria, Oliverio a Roma ad un convegno sui minori delle famiglie mafiose

24 novembre 2015 18:56 | Danilo Loria

 

24 novembre 2015 18:56

Il presidente Oliverio ha partecipato questa mattina al convegno “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale: l’orientamento giurisprudenziale del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria”, tenutosi nella prestigiosa sala Koch del Senato e organizzato dal Garante per l’infanzia della Regione Calabria e dall’ambasciatore Francesco Maria Greco. Un partecipato dibattito aperto dal saluto del presidente del Senato, Pietro Grasso. Mario Oliverio ha condiviso pienamente l’orientamento giurisprudenziale assunto dal presidente del Tribunale dei minorenni Dibella a fini di tutela dei minori di famiglie mafiose con provvedimenti di allontanamento in via di urgenza per rischi di integrità psicofisica. Il presidente della Regione Calabria, con riferimento all’istituendo protocollo “Liberi di Scegliere” tra Stato, Regione, Autorità Giudiziarie e Garante che sino ad oggi ha incontrato forti ritardi e mirante ad assicurare percorsi formativi ai minori di mafia per allontanarli dalla struttura criminale e consentire ai genitori il recupero delle competenze educative, ha manifestato la volontà della sua amministrazione alla sottoscrizione in tempi brevi. L’impegno di risorse e progetti per favorire la cultura della legalità, nell’ambito di una strategia che la Regione Calabria adotterà nei settori della tutela dei minori, della formazione e dell’istruzione, sono stati i tratti salienti della condivisione che Mario Oliverio ha concretamente dichiarato nei confronti degli autorevoli interventi del procuratore Cafiero De Raho e del procuratore Creazzo. Il presidente della Regione ha ringraziato l’on. Intrieri per l’organizzazione di un dibattito che ha avviato un percorso virtuoso su temi di fondamentale rilevanza per la Calabria, regione che anche grazie a queste iniziative riscatterà la propria immagine da stereotipi e consolidati giudizi negativi.

 

 


 

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Mafioso e…genitore: due “mestieri” forse inconciliabili

Se ne è discusso al Senato. A relazionare la deputata calabrese Enza Bruno Bossio, membro della commissione antimafia, che ha analizzato i casi di Coco e Denise

“Mafia e responsabilità genitoriale”. Come lo Stato deve impedire che i più piccoli subiscano soprusi legati al contesto socio-ambientale nel quale sono costretti a vivere? Fino a che punto un mafioso o uno ‘ndranghetista possono mantenere le proprie funzioni di padre, madre e nel caso del povero Cocò, di nonno? Se ne è discusso questa mattina in un convegno tenutosi nella Sala Koch del Senato della Repubblica a Palazzo Madama. La disamina dei relatori ha preso le mosse dal recente orientamento giurisprudenziale del tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. A relazionare sul tema, oltre che varie autorità politiche, istituzionali ed esperti del settore – a cominciare dal presidente del Senato Pietro Grasso passando per  Francesco Maria Greco, Marilina Intrieri, Roberto Di Bella, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo – la calabrese Enza Bruno Bossio,  parlamentare del Pd, nonché componente della commissione parlamentare antimafia. L’attenzione della deputata cosentina si è focalizzata sulla responsabilità del legislatore. La sua analisi ha preso le mosse “dalla recente riforma che ha accolto – ha riferito – una nuova idea: quella di passare dalla potestà alla responsabilità genitoriale”. La nuova frontiera in questo settore è costituita dal tentativo di “riconoscere diritti e doveri – ha asserito la deputata bruzia – di figli e genitori”.

Chiaro l’intento: “Focalizzare l’attenzione sulla soggettività del minore”. In sostanza, “l’educazione dei figli-  ha evidenziato Bruno Bossio – non dovrà essere a libero arbitrio dei genitori”. Un concetto ben espresso sia dall’art. 30 della magna charta costituzionale che dall’art. 107 del Codice civile.

Entrando in medias res, la parlamentare ha rammentato come “la decadenza della potestà genitoriale sia più difficile “per minori che vivono in contesti mafiosi”. Per non parlare di quelli specificatamente ‘ndranghetistici. “Questi ultimi, infatti, non trascurano le proprie responsabilità materiali di accadimento della prole – è stato spiegato – ma le interpretano secondo un loro codice”. Come dire, “attraverso una primigenia forma di indottrinamento, essi avviano quello che a tutti gli effetti è un processo di affiliazione”. E se è vero che le prime a ribellarsi sono le donne, risulta altrettanto innegabile che “fin quando ciò non accade – ha puntualizzato la Bruno Bossio – sono proprio loro a proteggere quel sistema valoriale”.

Emblematico il caso del povero Coco Campolongo. Un bimbo la cui vita avrebbe potuto forse essere salvata qualora non si fosse trovato in compagnia delle persone sbagliate al momento sbagliato. In questi casi un ruolo significativo dovrebbe essere rivestito dai servizi sociali. “Servirebbe – ha chiosato la Bruno Bossio – una metodologia di lavoro che mettesse al centro la rete associativa e culturale; sarebbe necessario un tentativo di promuovere iniziative non strettamente giudiziarie, ma a supporto della condizione familiare”. Il caso di Denise, in tal senso, è un’altra faccia della stessa medaglia. Con la madre, Lea Garofalo costretta ad abbandonare la figlia per dare almeno a lei una chance, un futuro, pur a costo della propria vita. (t.f.)