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garante

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Regione Calabria

Il Garante

 

Prot. G.580                                                                               Reggio Calabria 12.11.2015

 

                                  Presidente del Tribunale di Crotone

Giudice tutelare   del Tribunale di Crotone

 

p.c  Presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro

Sindaco del Comune di Crotone

On. Presidente della Regione  Calabria

On. Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

Garante nazionale infanzia e adolescenza

 

Oggetto: Mancata esecuzione del provvedimento reso nell’ambito del procedimento n. 826/13 RG ed emesso in data 26.11.2014 a tutela del minore J.P.

 

 

L’Autorità Garante per l’Infanzia e per l’Adolescenza della Regione Calabria

segnala

all’Autorità Giudiziaria in indirizzo

il perdurare della violazione del diritto fondamentale alla bigenitorialità ed alla relazione con il padre del minore J. P,

che da oltre un anno, in spregio a quanto disposto dal Tribunale di Crotone, subisce la gravissima negazione della relazione con il padre affidatario a causa della mancata esecuzione del provvedimento, dovuta alla pervicace ed insensata oppositività materna ed alla intollerabile inerzia dei Servizi Sociali del Comune di Crotone incaricati dell’esecuzione di quanto deciso dall’Autorità Giudiziaria.

 

Premesso che:

 

-         l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria già in data 13.01.2015, con comunicazione inviata al Sindaco del Comune di Crotone, al Dirigente politiche sociali del Comune di Crotone, al Presidente del Tribunale di Crotone e al Presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, aveva tempestivamente segnalato la mancata esecuzione del Decreto del Tribunale di Crotone, reso nell’ambito del procedimento n. 826/13 RG ed emesso in data 26.11.2014, a tutela del minore J P. a causa del comportamento colpevolmente inerte posto in essere, con le scuse più disparate, dal Servizio sociale del comune di Crotone, oltre che a causa dell’ostinata e pregiudizievole oppositività materna;

 

-         tale circostanza, vista la sua gravità e la conseguente capacità lesiva dei diritti di J. P., è stata evidenziata anche dal Tribunale di Crotone, che ne ha dato conto nel decreto emesso il 30 luglio 2015 dal Giudice Negro nei seguenti termini: il procedimento in esame si è snodato in quattro provvedimenti a causa di diversi incidenti di esecuzione segnalati dall’organo esecutivo (cfr. provvedimenti del 30.1,17.2, 21.2, 24.2) essenzialmente causati dalla energica opposizione della resistente a collaborare all’esecuzione di quanto stabilito nell’interesse del piccolo Josuè, nato l’8.03.2011, di appena quattro anni, bambino cui è stato sottratto il diritto e il bisogno umano di conoscere e amare il padre;

 

-         l’Autorità Giudiziaria procedente ha tentato di dare soluzione al grave problema della mancata esecuzione del provvedimento emanando in data 7.09.15 un nuovo decreto, con cui è stato conferito l’incarico dell’esecuzione del provvedimento ad organo diverso dai Servizi sociali del Comune di Crotone. L’organo incaricato dell’esecuzione è stato individuato nel CO.PRO.SS, ente incardinato presso la Provincia di Crotone. Tuttavia il tentativo non ha dato alcun esito e il provvedimento di affidamento esclusivo di J. al padre risulta a tutt’oggi ineseguito!

 

-         preso atto di ciò, il Garante ha formulato osservazioni e rilievi sul caso, con nota del 16.09.2015/Prot. 485, inviata al Presidente della Corte di Appello di Catanzaro, al Sindaco del Comune di Crotone, al Presidente del Tribunale Ordinario di Crotone, al Giudice Tutelare del Tribunale di Crotone ed al Presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, con l’obiettivo di pervenire a soluzioni efficaci per affermare in concreto il diritto alla bigenitorialità del piccolo J. che fino a questo momento risulta affermato solo sulla carta;

 

-         subito dopo, il Tribunale di Crotone, nella persona del Dott. Negro in funzione di Giudice Tutelare, in data 27.09.2015, ha emesso un altro provvedimento nel quale, visto l’art. 344 comma 2° c.c., ha assegnato termine fino al 10 ottobre 2015 al Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Crotone, individuato nel Responsabile del Servizio Politiche di inclusione sociale e asili, Le Chiara Salvatore (collocato a riposo dal servizio dal giugno 2015), o all’eventuale successore pro tempore, per iniziare le operazioni di monitoraggio del minore J. P. presso il domicilio materno, con l’ausilio di tutte le risorse dell’organo, ivi incluse le figure specializzate necessarie, come previsto dai protocolli. Nel medesimo provvedimento ha assegnato termine fino al 31 ottobre 2015 per documentare la situazione in cui versa il minore in esame in maniera analitica e corredata da analisi psicopedagogica, evidenziando criticità meritevoli di urgente intervento (scolarizzazione, igiene, salute psico-fisica), preavvisando che in caso di mancato riscontro il G.T. medesimo avrebbe provveduto a rilevare nei termini di legge le responsabilità civili e penali di tutti gli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo dei Servizi sociali dell’ente locale indicato;

 

-         ad oggi non risulta rispettata né la scadenza del 10 ottobre 2015, relativa all’inizio delle operazioni di monitoraggio del minore, lasciato senza alcun sostegno alla gestione dispotica e contra legem della madre, né la scadenza del 31 ottobre 2015 relativa all’invio della relazione sulla situazione attuale del minore. Al contrario, sono stati posti in essere esclusivamente comportamenti omissivi ed elusivi delle disposizioni provenienti dal Tribunale, la cui Autorità viene evidentemente disconosciuta dall’Ente locale che gestisce i servizi sociali, a cominciare dai vertici sino agli operatori del settore;

 

-         deve farsi presente altresì, che il Responsabile del Servizio sociale, dott. Francesco Valerio, con comunicazione inviata in data 12.10.2015 all’ASP (nella persona del dott. Dr. Vittorio Frandina in qualità di Referente protocollo minori) e al Giudice Tutelare del Tribunale di Crotone, ha sostanzialmente ammesso di non essersi attivato in alcun modo per dar corso all’ordine del Giudice, lamentando che il proprio ufficio non avrebbe al momento la disponibilità delle figure professionali richieste (quali lo psicologo e il pedagogista) e invitando l’ASP, in maniera strumentale e finalizzata alla propria deresponsabilizzazione, a volersi attivare per consentire l’avvio degli interventi, in nome del protocollo minori che non  ha mai avuto alcuna attuazione, sottoscritto l’ormai lontano 23 marzo 2012 tra la Prefettura di Crotone, il Garante dell’Infanzia della Regione Calabria,il tribunale per i minorenni di Catanzaro ,l’ASP di Crotone, la Provincia di Crotone e i Comuni dell’ambito territoriale di Crotone;

 

-         è inutile sottolineare la pretestuosità dell’argomentazione, visto che oltretutto nessun protocollo d’intesa potrebbe mai superare il valore cogente dei precetti normativi, i quali, nel caso di minori, prevalgono su qualsiasi atto che non sia idoneo a realizzare il migliore interesse del minore. Nessun protocollo d’intesa può mai essere invocato per giustificare l’inerzia di un anno posta in essere dai Servizi sociali del Comune di Crotone, che si è tradotta nella deprivazione affettiva grave e perdurante ai danni di un bambino di soli quattro anni al quale è stato sottratto illegittimamente ed in modo irreparabile l’affetto di suo padre e dei nonni paterni, contravvenendo alle disposizioni giudiziarie che già avevano accertato l’avvenuta violazione del diritto di J. alla bigenitorialità ed avevano tentato di riparare il danno già cagionato al minore dalla condotta materna;

 

-          l’inerzia dei Servizi sociali di Crotone e del Responsabile dott. Valerio è testimoniata inoltre dal contenuto della comunicazione inviata il 28.10.2015 dalla dott.ssa Angela Muscò che presta servizio presso il SERT dell’ASP di Crotone, la quale ha scritto al dott. Frandina dell’ASP di Crotone, al Direttore  D.C.T.A.A.D. dott.ssa Caligiuri, al Direttore sanitario dott. Talarico, al dott. Valerio dei Servizi sociali del Comune di Crotone e al Giudice Tutelare del Tribunale di Crotone, per segnalare che solo il 22.10.2015 le è stato chiesto di avviare il monitoraggio sul minore J. (monitoraggio che invece il G.T. aveva ordinato di avviare entro il 10.10.2015), che sin dal 23.10.2015 Lei ha provato a contattare il dott. Valerio dei Servizi sociali di Crotone senza esiti, il quale le ha fatto dire “dopo l’ennesima telefonata” che si trovava all’estero e ha indicato la dott.ssa Faccioli come sua sostituta. La dott.ssa Muscò ha dichiarato inoltre che anche i tentativi di raggiungere la dott.ssa Faccioli sono stati vani e che alcun elemento su J. è stato fornito dai Servizi del Comune di Crotone, né le è stato trasmesso il fascicolo. In conclusione: non le è stato permesso di eseguire l’ordine del giudice, non è stata messa nelle condizioni di fare ciò che i Servizi del Comune di Crotone non hanno voluto fare pur essendo a ciò obbligati, rendendosi gravemente responsabili del proprio inadempimento e di quello dell’ASP che non ha potuto effettuare alcun intervento a causa degli ostacoli frapposti dai Servizi sociali del Comune di Crotone, al quale la famiglia paterna di J.è ben potrà chiedere il risarcimento del danno, come da ultimo pronunciamento della S.C. in materia (si veda Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 ottobre 2015, n. 20928).

 

                                    Tutto ciò premesso e considerato

 Essendo stato esperito ormai invano ogni tentativo di eseguire il provvedimento a tutela del minore J.P. secondo i protocolli sull’allontanamento e con il supporto dei Servizi sociali

                                              questa Autorità  Garante

CHIEDE

all’ ILL.MO TRIBUNALE DI CROTONE

 

se si possa procedere all’esecuzione del predetto provvedimento attraverso altri rimedi offerti dall’ordinamento, quali ad esempio quelli rappresentati dagli artt. 612 c.p.c. e seguenti ove le parti interessate attivino la relativa procedura, oppure mediante l’ausilio dell’Ufficio Minori della Questura.

Ben consapevole del fatto che i rimedi pensati per l’esecuzione degli obblighi di fare non si confanno alla migliore tutela del minore e sin dal famoso arresto della S.C. del 7 ottobre 1980, n. 5374 (in Foro it., 1980, I, 2707) sono oggetto di dibattito e contrasti sia in dottrina che in giurisprudenza, deve convenirsi tuttavia sull’assunto che ogni caso merita di essere valutato nella sua specificità, tenendo in considerazione gli elementi di fatto e di diritto che emergono nella singola vicenda, al fine di poter bilanciare correttamente e concretamente gli interessi in gioco. Nel caso che ci occupa, dunque, sarebbe opportuno valutare la possibilità di ricorrere all’uso di altri rimedi processuali o amministrativi, piuttosto che accettare di vedere permanentemente leso il diritto di J. ad avere un padre che lo reclama ed al quale è stato affidato dopo un accurato accertamento giudiziario.

Non è accettabile   dalle istituzioni  che la prepotenza si affermi sul diritto e si traduca in un danno a chi non può difendersi da solo dall’arbitrio e dalla sopraffazione messi in atto da Servizi sociali volutamente inadempienti e da una madre che nega al proprio figlio l’amore di suo padre.

Alla luce di quanto sopra questo Garante auspica che  il Tribunale di Crotone concordi  sulla necessità di esperire altri rimedi per dare esecuzione al provvedimento di affido esclusivo al padre del minore J.P., senza trascurare la parallela azione di responsabilità verso tutti coloro che hanno deliberatamente scelto di disattendere le decisioni dell’Autorità Giudiziaria ledendo in modo irrimediabile il diritto di J. alla relazione con suo padre e con i nonni paterni, come il Giudice Tutelare, nel provvedimento del 27.09.2015,ha già preannunciato di voler fare.

Si resta in attesa di riscontro  sulle attività volte alla cessazione della violazione perdurante dei diritti fondamentali del minore  J. P..

                                                           F.to On. Marilina Intrieri