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garante

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Regione Calabria

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Il Garante

 

Prot 608                                                                                                   Reggio  Calabria 14.12.2015

            Presidente Regione Calabria

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Reggio Calabria

Procuratore della Repubblica Tribunale per i minorenni di Reggio di Calabria

Direzione del Centro di Giustizia minorile della Calabria e della Sicilia

Direzioni dell’ U.S.S.M. di Reggio Calabria e Messina

Dipartimento 7 (ex 10)  della Regione Calabria

Servizio Sociale del Comune di Sinopoli

Procuratore speciale di G.C. Avv. Pasquale Cananzi

 

       e       p c                                      Tribunale per i minorenni di Reggio di Calabria

                                                                         Assessore al  welfare  Regione Calabria

On. Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

 

 

Oggetto: ritardo esecuzione provvedimento giudiziale a tutela del minore G. C. e sua contestuale esposizione al rischio violazione diritto salute e sana crescita psicofisica. Diffida ad adempiere e  richiesta azione di responsabilità nei confronti del Direttore Generale della Regione Calabria inadempiente  ed adozione dei relativi provvedimenti sanzionatori/disciplinari. Richiesta costituzione di apposito ufficio per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziali di tutela minorile presso la presidenza della Regione Calabria.

 

Facendo seguito alla nota  dell’11.12.15 (prot. 5/2015)  del Tribunale per i minorenni di Reggio di Calabria con la quale si comunica che nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, quasi cinque mesi, il provvedimento civile/amministrativo emesso in tutela del minore G. C. ancora non è stato eseguito.

Si tratta, peraltro di un delicato e particolare provvedimento che si inserisce tra quei provvedimenti civili-amministrativi di contrasto della criminalità organizzata attraverso i quali si cerca di sottrarre i giovani indirizzati dalle proprie famiglie alla criminalità al loro destino ineluttabile. In particolare al minore C. -già condannato per grave fatto legato ad atto particolarmente grave caratterizzato da una spiccata propensione a delinquere in contesti legati alla criminalità organizzata- attraverso il provvedimento del Tribunale rimasto ineseguito era stata offerta l’opportunità culturale e formativa non disponibile nella Regione Calabria. Sulla base di tali presupposti il Tribunale, unico soggetto dotato del potere giudiziario, ha disposto in tutela del minore C.l’allontanamento  dalla famiglia di origine e l’inserimento in un percorso rieducativo fuori regione.

Nonostante ciò e stante i rischio corso dal minore nel rimanere nell’ambiente malavitoso i soggetti della Regione preposti all’esecuzione , scaduto ampiamente il tempo tecnico necessario non hanno ancora provveduto ad eseguire l’ordine giudiziario.

Non è la prima volta che funzionari della Regione Calabria, il cui compito notoriamente non è quello legislativo o giudiziario, ma amministrativo ed esclusivamente esecutivo, quindi non dotato di discrezionalità, si arrogano poteri di cui non sono titolari. Si segnala all’On. Presidente della Regione Calabria che, nonostante la sua manifesta volontà,nell’incontro in Senato promosso da questo garante sull’orientamento giurisprudenziale assunto dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria di sottoscrivere il protocollo per le azioni di supporto ai provvedimenti taluni funzionari regionali con l’inerzia, si frappongono all’esecuzione di statuizioni giudiziali.

. Sul comportamento omissivo dei dirigenti regionali  competenti  si evidenzia quanto segue:

  • La mancata esecuzione del provvedimento, oltre ad essere di pregiudizio del minore G. C., costituisce una indebita inosservanza di un provvedimento emesso da una autorità giudiziaria con le note conseguenze in ambito penalistico che ciò comporta;
  • che  la mancata esecuzione sia attuata nell’ambito della PA rende la situazione ancora più grave e produce conseguenze in ambito amministrativo.
  • che l'articolo 2 della legge 7 agosto 1990/241 così modificato dalla D.L. 5/12 prevede che la mancata o tardiva emanazione del provvedimento amministrativo costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente.
  • A tal fine si chiede al Presidente della Regione Calabria e agli altri  destinatari della presente, all’uopo competenti, di voler adottare i provvedimenti amministrativi disciplinari, sanzionatori del comportamento omissivo perpetrato in danno del minore G. C..

 

Tutto ciò doverosamente considerato e premesso, occorre segnalare che la mancata esecuzione espone i minore ad una lesione del suo diritto ad una vita ordinaria, ad una sana crescita psicofisica alle chance cui tutti i minori hanno diritto, ma anche una negazione del  diritto all’accesso ai servizi.

Tali violazioni, come noto, si pongono in contrasto con i diritti riconosciuti ai minori sul territorio nazionale sia dalle Convenzioni internazionali, prima tra tutte la Convenzione di New York del 1989, sia e soprattutto dalla nostra Costituzione che considera il diritto alla salute uno dei diritti primari di ogni individuo.

Per quanto sopra esposto, inoltre, si invita e diffida formalmente i soggetti deputati all’esecuzione del provvedimento sopra indicato a non ritardare ulteriormente l’esecuzione della statuizione giudiziale, esponendo il  minore a rischi più che evidenti. Diversamente, qualsiasi pregiudizio minorile dovesse ulteriormente derivare da futuri ritardi e/o omissioni sarà imputabile (non solo ai fini risarcitori) esclusivamente al soggetto istituzionale che avrà generato il ritardo e/o l’omissione dell’esecuzione (rispetto al quale  sarà  necessario procedere ad una valutazione delle attitudini e capacità).   Nell’attesa dell’ esecuzione si chiede di conoscere quali siano  stati i motivi che hanno sino ad ora hanno ritardato e non fatto eseguire l’esecuzione del provvedimento giudiziale. Con la presente si rinnova al Presidente della regione Calabria la richiesta di voler dare seguito alla richiesta di  costituzione di apposito ufficio per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari di tutela minorile presso la presidenza  della regione dotato di personale specializzato. Un lavoro istruttorio

Capillare,corredato di un progetto per restituire dignità e diritti a giovani destinati alla marginalità e alla criminalità non può essere bloccato dalla inerzia di apparati della P.A. che non vogliono compiere il loro dovere istituzionale di dare esecuzione ad ordini giudiziari. Tale soluzione consentirebbe all’Ente di non esporsi alle responsabilità penali rappresentate dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria nella nota dell’11.12.15 ((.. il ritardo potrebbe assumere rilevanza penale (e si richiamano gli artt. 650  e 328 c.p.).

L’ufficio del  Garante ex art.2 LR n 28/2004 garantirà le azioni di collegamento con le amministrazioni della Regione e le Autorità Giudiziarie  in quanto istituito al fine di assicurare  l’attuazione dei diritti e degli interessi dei minori che devono essere garantiti soprattutto dando esecuzione ai provvedimenti giudiziari che quei diritti intendono presidiare.

Restando in attesa di riscontro si porgono distinti saluti

                                                                F.to Marilina  Intrieri

 

In allegato:

1) nota presidente Tribunale per i minorenni di RC dell’11.12.2015 e provvedimenti allegati