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garante

Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Regione Calabria

Il Garante


Prot.111                                                                                                   Reggio Calabria 03.03.2016

On. Ministro della Pubblica Istruzione

On Presidente regione Calabria

Prefetto di Reggio Calabria

Direttore Generale Scolastico Regionale Calabria

Direttore Generale tutela salute regione Calabria

Dirigente settore politiche sociali Regione Calabria

Dirigente Provinciale Scolastico Reggio Calabria

ASP  di Reggio Calabria

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni Reggio Calabria

Presidente del Tribunale per i minorenni Reggio Calabria

                              p.c                                                             Presidente Consiglio Regionale Calabria

Presidente Commissione Vigilanza  Consiglio Regionale Calabria

Commissione bicamerale infanzia

Onn Deputati e Senatori - Circoscruizione Calabria

Garante Nazionale infanzia 

Oggetto: Segnalazione di gravi episodi di bullismo in danno di minore  da parte dei compagni di classe e di scuola. Notizia riportata da “il quotiano del sud” edizione del 02.03.2016 pagina 16.

Si fa riferimento all’articolo  individuato all’oggetto dal titolo Reggio, i docenti erano al corrente di tutto ma non hanno fatto nulla. NOVE ANNI, PICCHIATO DAI BULLI. Denunciata anche la scuola”

L’articolo riferisce di  un bambino di 9 anni, frequentante l’istituto comprensivo di un paese dell’aera grecanica della provincia di Reggio Calabria che, da  più tempo,  sarebbe vittima  di  episodi di bullismo   a scuola.

La madre, puntando l’indice contro la scuola ha presentato denuncia sui fatti.

La notizia è stata diffusa dalla associazione studio 3A   che riferisce  di vicenda  di  estrema delicatezza e gravità, data l’eta  dei bambini coinvolti e il riprovevole lassismo delle istituzioni scolastiche;

Il bambino, da tempo nel mirino di una banda di compagni di scuola, avrebbe subito  pesanti angherie, umiliazioni, botte sul dorso e sulla schiena.

La madre del minorenne avrebbe informato le insegnati degli  atti persecutori subiti dal  figlio ma non sarebbero   intervenute lasciando   il fanciullo  da solo  ad affrontare  a scuola i bulli. Le insegnati  dinnazi alle richieste della  madre si sarebbero limitate  a dare “ il consiglio” di accompagnare  il figlio e ritornare a prenderlo 10 munito dopo il suono della campanella, per evitare  “ di esporlo”.

Infine, il 27.1.2016, i bulli, all’uscita di scuola, all’interno del cortile della scuola, avrebbero perpetrato, nei confronti della loro vittima, un vero pestaggio di massa con contusioni multiple.

Il minore, rimasto   sconvolto sul piano emotivo dalla violenza fisica e verbale subita,  non vuole frequentare più la scuola per evitare di incontrare i sui aguzzini ed è in cura  da uno psicologo.

 

Questa AUTORITY

 

RILEVA CHE

- il diritto all'educazione e all’istruzione a livello internazionale, è garantito dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo che, all'art.28 c.2, prevede, tra l’altro, che "gli Stati adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano ed in conformità con la presente Convenzione";

- il preambolo della suddetta Convenzione di New York sui diritti del fanciullo ricorda che “occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella Società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”;

-  la scuola è chiamata ad operare intensamente per inculcare nei ragazzi sentimenti di fiducia, autostima e prepararli al ruolo responsabile che assumeranno nell’età adulta di persone indirizzate ad una società equa e fondata sul rispetto dei valori costituzionali e dei diritti umani;

-nel territorio della provincia di Reggio Calabria lacerato dalla presenza di povertà materiale e morale si assiste quotidianamente a storie di minori che, purtroppo, anche in famiglia, vengono educati a comportamenti che appaiono improntati al bullismo e non alla comprensione e alla tolleranza;

- l’educazione dei minori deve essere fondata sull’eguaglianza e sulla traslazione dei principi di rispetto della persona umana e della sua dignità;

-il comportamento dei minori è espressione dell’educazione ricevuta – dalla cui carenza scaturisce una responsabilità del mondo adulto da intendersi sia come diretta responsabilità in educando, sia come responsabilità in vigilando, ma anche come responsabilità in eligendo;

- l’educazione indirizza la formazione dei soggetti in fieri, i quali realizzano la propria personalità in  famiglia e nella scuola, ,al fine essere adulti responsabili;

- l’educazione, come osservato dalla Suprema Corte, consiste nel fornire al minore tutti gli strumenti idonei per edificare la persona a divenire adulta;

- in capo alla scuola è il compito di evitare che si instaurino dannose dinamiche psicologiche nei minori sia   vittime che autori di atti di bullismo;

- gli educatori debbono attuare adeguate metodologie di intervento che consentano di promuovere nei minori riflessioni volte al superamento di atteggiamenti di chiusura, agevolando il dialogo tra scuola e famiglie; 

 

- l’agenzia educativa, in tali casi, ha il compito delicatissimo di garantire input relazionali, in grado di trasformare positivamente le situazioni di conflitto conclamato o latente;

SEGNALA CHE

-i fatti, come riferiti, rischiano il determinare nei minori(sia vittime che autori di atti di bullismo) l’instaurarsi di un doppio circuito negativo di difficile risoluzione con grave lesione degli interessi e dei diritti di cui i minori interessati sono titolari:

- il bambino vittima, non sentendosi tutelato dall’Autorità Scolastica, per un meccanismo di autodifesa ha il rifiuto della scuola che identifica come luogo nel quale è a rischio la sua incolumità e i comportamenti devianti dei compagni sono addirittura approvati dagli educatori, attraverso un atteggiamento di silenzio assenso;

-i minori bulli rischiano di percepire come validi gli atteggiamenti devianti in quanto non adeguatamente condannati dalle Autorità Scolastiche e non sono scoraggiati attraverso una strategia educativa;

- il bambino, vittima di atti di bullismo, avendo interiorizzato le emozioni negative, rifiuta di frequentare la scuola;

- i minori, autori degli atti di bullismo, sono lasciati soli con proprio disagio e la loro sofferenza senza una presa in carico della loro problematica con conseguente mancata occasione di input educativo.

-il diritto alla salute è diritto fondamentale e inviolabile riconosciuto a ogni individuo dall'art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana ed ulteriore tutela è conferita dall'art.24 della Convenzione internazionale di New York del 1989 sui diritti del fanciullo;

- la piena attuazione dei diritti fondamentali all’educazione, all’istruzione e alla salute   deve essere garantita a tutti minori, senza distinzione alcuna;

- esercitare attività didattica nella Scuola si traduce anche nella tutela della salute dei minori che la frequentano perché non subiscano lesione della loro dignità;

- la Scuola costituisce uno spazio particolarmente delicato e durante lo svolgimento dell'attività didattica va preservato il benessere di tutti gli alunni;

RILEVANDO  CHE

-dai fatti riportati è ravvisabile violazione dei diritti alla salute, all'istruzione e alla educazione   sia del minore vittima degli atti di bullismo che dei minori autori;

  - sono in capo al Dirigente scolastico e alle insegnanti della classe (al corrente dei fatti oggetto della presente segnalazione) le dirette responsabilità amministrative e di vigilanza;

ex art.2 LR n 28/2004,

CHIEDE

-al Direttore   Generale Scolastico della Calabria gli esiti della dovuta attività   ispettiva per l’accertamento delle singole responsabilità presso la scuola frequentata dall’alunno vittima dei compagni bulli; 

-al Dirigente scolastico della provincia di  Reggio Calabria  di  fornire notizie  in merito ai fatti sopra riportati e sugli interventi urgenti predisposti dalla scuola per rimuovere le cause che impediscono la tutela del diritto allo studio del  fanciullo vittima degli atti di violenza, unitamente alle  concrete azioni di contrasto al bullismo per assicurare il rispetto delle svolgimento dell'attività scolastica;

-alla Regione Calabria, dipartimento tutela della salute, al settore politiche sociali e formazione, alla asp di Reggio Calabria di fornire rispettivamente notizie in merito alle dovute iniziative   di competenza già in essere e/o programmate, al fine di  sostenere   metodologie di intervento per il riconoscimento e la risoluzione di situazioni di disagio e l'individuazione di soluzioni condivise.

 

Si richiama a tal fine la proposta formativa di questa Autorità   con l’istituto degli Innocenti denominata “benessere a scuola” avente l’obiettivo specifico di azioni formative per implementazione negli insegnanti, nei ragazzi/bambini, nel corpo non docente, delle capacità di mediazione del conflitto, anche attraverso l'individuazione di soluzioni riconosciute e stabili all'interno della scuola.

Con ogni riserva.    

 

Reggio Calabria   03.03.2016                                                                   F.to  On. Marilina Intrieri