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ANFI ROMA 9.6.2016 GIORNATE PER MINORI dell'avv Carlo ioppoli e prof Villanova

ANFI

GIORNATE NAZIONALI PER I MINORI

9 - 10 giugno 2016

MODERA E COORDINA:

prof. MATTEO VILLANOVA

Avv. CARLO IOPPOLI

Mattina 9 giugno 2016

 

 

Ore 08.30

 

Ore 09.00

Ore 09.30

Registrazione partecipanti

Inizio dei lavori e presentazione del Convegno

Prof. Matteo Villanova e Avv. Carlo Ioppoli

Prof. PAOLO CAPRI

 

Professore di Psicologia Giuridica e Criminologia Università Europea di Roma

“Alienazione del Sistema Famiglia: aspetti valutativi e trasformativi”;

Ore 10.00

Avv. BEATRICE DALIA - Avvocato e Giornalista

 

"La famiglia che fa notizia e la crisi del modello";

Ore 10.30

Dr. LUCIANO GUAGLIONE – Magistrato, Consigliere della Corte di Appello di Bari

 

La violenza nelle relazioni familiari, con particolare riguardo al mobbing familiare;

Ore 11.00

Prof. MARINO MAGLIETTA

 

Docente universitario presso l'Università di Firenze, Presidente “Crescere Insieme”.

 

"Gli interessi, e i conflitti di interesse, tra i poteri dello stato e l'interesse del minore"

Ore 11.30

Avv. CARLO IOPPOLI - Presidente Nazionale Avvocati Familiaristi Italiani

 

“”;

Ore 12.00

Prof. GIOVANNI CAMERINI - Docente di Psichiatria forense dell'età evolutiva

 

Università di Padova e di Roma

 

“Verso una definizione normativa dei tempi di frequentazione: il ruolo del ctu”;

Ore 12.30

Dr.ssa SARA PEZZUOLO - Responsabile scientifico A.N.F.I.

 

“L’importanza del ruolo paterno nella crescita dei minori”

Ore 13.00

Domande e commenti

Pomeriggio 9 giugno 2016

Ore 14.30

Avv. ANNAMARIA PACE - Presidente Regionale A.N.F.I. Basilicata

 

“”;

Ore 15.00

Avv. RITA ROSSI - Presidente Regionale A.N.F.I. Emilia -Romagna

 

"La nuova dimensione della PAS nella giurisprudenza della Cassazione";

Ore 15.30

On. MARILINA INTRIERI - Garante per l’Infanzia Regione Calabria (2010-2016)

 

“”;

Ore 16.00

Dr.ssa LORETTA UBALDI - Pedagogista, Consulente Tecnico Tribunale di Roma

 

"La consulenza tecnica d'Ufficio nell'ottica dell'intervento pedagogico. Riflessioni e prospettive";

Ore 16.30

Dr .ssa MONICA VELLETTI - Giudice presso il Tribunale di Roma - Sezione famiglia

 

“Consulenza tecnica e interventi dei servizi nell’alta conflittualità genitoriale”;

Ore 17,00

Avv. ANTONELLA ANTEZZA - Comitato Scientifico Nazionale A.N.F.I.

 

“Stepchild Adoption “;

Ore 17.30

Dr. PIER CHRISTIAN VERDE - Psicologo, Psicoterapeuta

   

Ore 18.00

Dibattito

   
 

Prof. ALESSANDRO DE BELVIS Docente di Diritto di Famiglia Scuola di

   
 

Specializzazione delle Professioni Forensi Università Europea di Roma

   
 

“L’avvocato del minore”;

   

Mattina 10 giugno 2016

Ore 08.30

Registrazione

Ore 09.00

Dr.ssa YASMIN ABO LOHA - Segretario Generale "ECPAT" Italia onlus

 

“L’ascolto del minore nei procedimenti civili e penali”;

Ore 10.00

Avv. GIANNAMARIA CASERTA

 

Presidente A.N.F.I. Sez. Distrettuale di Santa Maria Capua Vetere

 

“”;

Ore 10.30

Avv. DANIELA GIORDANO - Segretario A.N.F.I. Campania

 

“”;

Ore 11.00

Dr. FABIO NESTOLA - Direttore Centro Studi FeNBi

 

IL PATER SAPIENS IN EVOLUZIONE”

Ore 11.30

Dr.ssa FILOMENA ALBANO - Garante Nazionale per l’Infanzia

 

“”;

Ore 12.00

Dr.ssa MADDALENA CIALDELLA - Psicologa e Psicoterapeuta

 

“Verita giuridica e verita psicologica:un caso di abuso di un minore”;

Ore 12.30

Avv. DANIELE BOCCIOLINI - Avvocato, Membro Commissione Famiglia e Minori

 

Per il minore vittima di reato. Dal cyberbullismo all’adescamento online ”;

Ore 13.00

Dibattito

Pomeriggio 10 giugno 2016

Ore 15.00

Dr.ssa MARIANNA TREZZA - Direttivo A.N.F.I. Nazionale

 

“L’omogenitorialità nella scuole italiana”;

Ore 15.30

Dr.ssa FLAMINIA BOLZAN - Psicologa Clinica

 

“”;

Ore 16.00

Prof. MATTEO VILLANOVA ( Direttore O.L.T.R.E.E.E. )

 

Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva

 

“”;

Ore 16.30

Avv. MARIA TERESA PALMIERI - Presidente A.N.F.I. Calabria

 

“”;

Ore 17.00

Dr. GAETANO GIORDANO - Medico legale, Psicoterapeuta

 

“”;

Ore 17.30

Avv. DANIELA PICCIONE - Direttivo A.N.F.I. Sicilia

 

“”;

Ore 18.00

Dibattito e Chiusura dei lavori.

GIORNATE NAZIONALI ANFI

9 GIUGNO 2016 ORE 15,30

Facoltà di Scienze della Formazione (Roma Tre)

Roma - via Milazzo 11/B Aula Volpi

Esigenze processualistiche in contrasto con una giustizia a misura di minore: la soppressione dei Tribunali per i minorenni (ddl n 2593)

MARILINA INTRIERI

L´approvazione del disegno di legge A.C. 2953-A, delega al G in materia di efficienza del proc civile, da parte della Camera dei Deputati, che sarà discusso al Senato, prevede la soppressione dei Tribunali dei minorenni e della Procura della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni e l’istituzione di sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori.

Alle sezioni circondariali specializzate, presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d'Appello, saranno attribuite le controversie oggi di competenza del T. Ord. in materia di stato e capacità delle persone, separazioni e divorzi, rapporti di famiglia e minori, e i procedimenti civili oggi di competenza dei T.M. e del giudice tutelare, in materia di minori ed incapaci.

“Funzioni di 1 grado avranno anche le sezioni specializzate distrettuali presso le Corti d'Appello - sul modello delle sezioni lavoro - e le sezioni distaccate di corti d'appello: tali sezioni si occuperanno dei procedimenti previsti dalla legge sulle adozioni; di quelli riguardanti gli articoli 330, 332 e 333 c.c. quelli relativi ai minori non accompagnati e richiedenti asilo; dei procedimenti - oggi affidati ai T.M.- diversi da quelli previsti dall'art. 38 disp.att. c.c. (che vengono attribuiti

alle sezioni circondariali), tanto in materia civile, quanto in materia penale e amministrativa.

Per il 2 grado, apposite sezioni specializzate saranno istituite presso le Corti d'Appello e le sezioni distaccate delle Corti d'Appello, con garanzia che le funzioni siano esercitatein via esclusiva da parte dei magistrati e, ove ciò non sia possibile, vengano comunque assegnati a un collegio specializzato.

Le competenze per i procedimenti penali a carico di minorenni, oggi del T.M. saranno attribuite a sezioni specializzate distrettuali.”

Il ddl cosi come trasmesso al Senato per la relativa approvazione fa venire meno la separazione tra la giustizia minorile e quella dei soggetti adulti, nel dichiarato intento di razionalizzazione delle Autoritá Giudiziarie.

Già nel 2015 furono presentate, da chi vi parla, all’epoca garante dell’i della C. nella sua ttivita di vigilanza al Ministro e alla Commissione Giustizia della Camera, osservazioni al DDL. n.2593

Evidenziammo:

- come gli obiettivi di razionalizzazione dei termini processuali e di semplificazione dei riti, mediante una omogeneizzazione, pur meritevoli di tutela, non potessero essere realizzati a scapito della visione puerocentrica in procedimenti che vedono coinvolti minori;

-che il ddl, andava contemperato nel rispetto dei diritti già riconosciuti ai minori dalle Convenzioni di New York e di Strasburgo, e delle Linee guida dei Ministri del Consiglio di Europa, per una giustizia a misura di minore;

-che le esigenze processualistiche non possono essere in contrasto con la tutela sociale del minore;

-che sebbene il sistema processuale di tipo dualistico, nonostante le recenti riforme, cozzi con il principio di unicità dello status di figlio, una sezione specializzata della famiglia, presso il tribunale ordinario non appare idonea a tutelare gli interessi dei minori coinvolti;

-il limite di permanenza dei magistrati, nello stesso ufficio, con il costante trasferimento, da sezione a sezione, del Tribunale Ordinario, non garantisce la specializzazione offerta dai T.M in cui l’assegnazione degli affari è disposta “in modo da favorire la diretta esperienza del giudice per il migliore esercizio della giurisdizione, che pone il giudicante a contatto con le sfere sia penale che civile, e prende in considerazione il bambino come persona, sotto tutte le declinazioni che l’individuo, attraverso la sua personalità, realizza;

-l’ attribuzione delle funzioni di P.M. a magistrati a cui viene attribuita, in modo prevalente la trattazione degli affari della sezione specializzata, e della Cote di Appello, sempre in misura prevalente, non può garantire quella specializzazione realizzabile, solo attraverso l’esclusività delle funzioni;

Insomma la disciplina di un rito improntato a criteri di semplificazione e flessibilità, è inidonea a realizzare interessi minorili, che vengono troppo spesso violati da formalità o durata processuale.

La ricerca di semplificazione non può esporre i minori al rischio di violazioni del loro best interest ( voglio richiamare l’obbligo discendente -in primis dalla convenzione di New York- per cui, in ogni decisione giudiziaria, deve avere prevalenza l’interesse del minore; rispetto alla semplificazione e alla flessibilità processuale deve prevalere l’ interesse a un provvedimento maggiormente conforme all’interesse minorile, interesse che riguarda il diritto alla bi genitorialità, alla dignità, ad essere parte dei giudizi che lo riguardano, ad essere ascoltato, ad avere un suo difensore, a veder tutelati tutti i suoi diritti dalla crescita ed educazione nella propria famiglia, all’ allontanamento da essa quando viene pregiudicato lo sviluppo psicofisico, anche se ciò comporta un dilungarsi del procedimento, in danno della snellezza);

-Insomma l’interesse del minore non può soccombere a vantaggio della snellezza e dell’ economia processuale.

La forma collegiale offerta dal T.M tutela gli interessi dei minori coinvolti mentre la subordinazione ad una rideterminazione delle dotazioni organiche disponibili, affievolisce ad interesse legittimo il diritto del minore alle garanzie offerte dall’attuale sistema giudiziario.

E l´emendamento Ferranti approvato alla Camera e in discussione al Senato se, pur tiene conto delle osservazioni che furono avanzate, pone nuove criticitá.

In particolare:

1) la costituzione di sezioni specializzate si allontana dalla proposta originaria di istituire un Tribunale specializzato autonomo che accorpi le competenze in materia di persona, famiglia e minorenni.

2) L´eliminazione di Uffici specializzati con competenze esclusive in materia minorile, si pone in contrasto con i dettami costituzionali e le raccomandazioni europee, e non risponde alle esigenze di specializzazione.

La separazione delle competenze civili da quelle penali che si realizzerebbe con l´emendamento approvato è in contrasto con una cultura minorile basata su un approccio complesso e complessivo al disagio minorile.

· Il d.d.l. non prevede la composizione collegiale mista esistente presso il T.M nel quale il giudice togato e´ affiancato da un giudice onorario, caratterizzato da una preparazione specialistica. Una collaborazione quella tra togati ed onorari che rappresenta la peculiaritá di una giustizia minorile multidisciplinare. Una presenza tecnica in funzione giudicante, non puó essere sostituita da CTU, che, come noto, non svolge funzioni giudicanti.

· Un ufficio del P.M. Minorile privo di autonomia gestionale e di esclusivitá delle funzioni comporta che le attivitá di tutela minorile vengano realizzate presso le Procure Ordinarie che, come noto, sono ontologicamente, diverse da quelle di tutela dell’infanzia. 5

l´Ass.Ital. Magistrati minorenni e famiglia ha evidenziato che “l’ufficio requirente così delineato inciderebbe gravemente, anche per effetto dei principi del giusto processo, sulla qualità e sulla quantità del lavoro svolto e trasmesso all’organo giudicante”.

La mancata autonomia della procura minorile si pone in contrasto con le Raccomandazioni europee in ordine alla child friendly justice

. In assenza di autonomia non sarebbero realizzabili molti degli atti possibili grazie alla specializzazione e alla conoscenza di criticitá sociali territoriali che si ripercuotono sui minori.

Faccio un esempio, azioni fondamentali come quello della sottoscrizione di un protocollo d´intesa tra gli uffici giudiziari del distretto di R.C. per interventi giudiziari coordinati a tutela dei minori vittime e autori di reato, sarebbero irrealizzabili.

la necessità di circuiti comunicativi e prassi condivise che consentano agli uffici giudiziari minorili di intervenire parallelemente ai processi ordinari, nei casi in cui sia riscontrato un pregiudizio per i minori obbliga ad una autonomia gestionale della procura. Penso alla comunicazione tra la proc e ord in caso di arresto di un genitore delinquente al TM per valutare un tempestivo intervento in caso di grave pregiudizio dovuto ad indottrinamento mafioso.

la tempestività degli interventi del PM è' una condizione essenziale per drammatiche situazioni: penso a minori che tentano il suicidio, subiscono violenze intra familiari, abusi sessuali, giacciono in istituti da tempo, che devono essere tutelati immediatamente che si occupa dei minori.

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Il PM dei minori, deve sentire, sia dal punto di vista civile che penale, i soggetti minorenni, talvolta sotto la soglia dell'imputabilità, non essere gravato da altre attività che ritarderebbero l'intervento in materia minorile.

Sono situazioni molto delicate che non è' possibile, a pena di accentuarne i traumi nei minori , si svolgano in una situazione di promiscuità dannosa all’interno di un palazzo di giustizia ordinario,.

.
Concludo ribadendo che , il ddl 2593,anche nella versione emendata dalla presidente della comm giustizia della Camera sopprimendo gli uffici minorili specializzati, per rispondere a esigenze organizzative, dovute a carenza di risorse degli uffici giudiziari ordinari ,rischia di vanificare gli sforzi compiuti per realizzare nel ns Paese una giustizia a misura di minore, con evidente pregiudizio per i diritti e gli interessi minorili.

Il rischio più evidente che vi segnalo è trasformare il minore, da soggetto di diritto, portatore di interessi autonomamente azionabili, a oggetto del giudizio in funzione delle richieste genitoriali.

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Presentata alla Camera dei Deputati la ricerca di family smile rappresenatta dall'avv Andrea Catizzone alla presenza del Ministro della p.i e del Garante nazionale dell'infanzia. Intervista di Marilina Intrieri presidente child's friends

Il 27 giugno “Family smile” presenta il rapporto Diagno/Clik su giovani e salute sul web alla Camera dei Deputati

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Martedi 27 giugno p.v. alle ore 17,00, alla Camera dei Deputati Family smile, l'associazione nazionale presieduta dall'avv Andrea Catizone, presenterà il rapporto Diagno/Clik su giovani e salute sul web, alla presenza dell'on Ministro della Pubblica istruzione, del Garante nazionale dell'infanzia, parlamentari, operatori, associazioni di tutela dei diritti minorili
Marilina Intrieri, presidente nazionale di Child's friends, interverrà sul tema: psicotecnologie e inadempimento dei doveri connessi alla responsabilità genitoriale .
Il rapporto Diagno/Clik su giovani e salute sul web, affronta l'influenza del web sulla crescita identitaria del minore e il rapporto tra aspetti giuridici e natura degli interessi coinvolti.
Tali rapporti, per Marilina Intrieri, impongono al legislatore e all'interprete un continuo confronto su valutazioni di tipo extra giuridico, alla luce dei valori sensibili coinvolti.
IL Rapporto è di particolare interesse per studiosi e operatori dei diritti di cui la persona del minore è titolare
L'accesso alla Camera dei Deputati è consentito, solo, previo comunicazione del proprio nominativo alla email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ,che curerà il rilascio dei pass, entro le ore 20 di lunedì 26 giugno p.v.

27.6.17 Camera Deputati 1

 

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Posti fazione di. Marilina intrieri al testo I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI Analisi ragionata della L. 7 aprile 2017, n. 47 dell'avv prof.ssa Triestina Bruno, edizioni la tribuna dossier

 

On. Marilina Intrieri

Presidente Child’s Friends National Association

già membro Commissione parlamentare infanzia (xv Legsl) e già Garante Infanzia e adolescenza Regione Calabria

 

La tutela dei diritti fondamentali alla salute, alla cura, all’assistenza, dei minori stranieri non accompagnati alla luce della legge 7 aprile 2017, n. 47.

La L 47/2017, colmando un vuoto legislativo, elimina la disparità di trattamento tra minori stranieri non accompagnati (MSNA) titolari del permesso di soggiorno, i quali vengono iscritti obbligatoriamente al servizio sanitario nazionale(SSN), e quelli privi di permesso, ai quali non è stata, prima, consentita l’iscrizione al SSN. Finalmente, a tutti, è garantito l’accesso a tutte le prestazioni sanitarie.

L’art. 14 della L. n. 47 del 7 aprile 2017, garantisce iscrizione al servizio sanitario nazionale a tutti i minori stranieri non accompagnati, anche nelle more di rilascio del permesso di soggiorno, subito dopo il loro rintraccio sul territorio nazionale, previo segnalazioni di legge.

La richiesta di iscrizione del MSNA, al Servizio sanitario nazionale, sarà presentata dal responsabile della struttura di prima accoglienza o dall'esercente, anche in via temporanea, la responsabilità genitoriale.

L’espressa previsione legislativa introdotta dalla L. n. 47/ 2017, supera una grave negazione del diritto a tutte le cure sanitarie, ex convenzione di New York (norma speciale che prevale su quella generale contenuta nel testo unico immigrazione), in danno di quei fanciulli stranieri non accompagnati, privi di permesso di soggiorno

Fino ad ora, la garanzia di accesso dei minori stranieri al diritto alla salute, è stata oggetto di grandi criticità, dettate, non solo dal grande afflusso ma dalle modalità attuate dalle istituzioni preposte alla gestione dei flussi migratori, i quali, oramai, si ripetono, in modo costante, da diversi anni.

Non più, quindi, emergenza eccezionale ma quotidianità, anche per i gravissimi conflitti in atto nel mondo.

Alla luce della norma di principio, è bene che Stato, Regioni, Garanti dell’infanzia, promuovano l’integrazione di schemi operativi e protocolli tra istituzioni, inerenti l’accoglienza dei MSNA, al momento dello sbarco e successivamente, per eliminare la negazione di un diritto fondamentale riconosciuto dalla Repubblica a tutti i fanciulli e una discrasia, nella corretta assistenza e nel trattamento dei servizi offerti, a seconda del luogo di sbarco o rintraccio degli stessi, sul territorio italiano.

Il minore quale soggetto in fieri, necessita di particolare cura e protezione rispetto ad altre categorie e va tutelato nei suoi diritti fondamentali.

L’ obiettivo da raggiungere è l'omogeneizzazione di interventi, per migliorare le modalità operative, le buone pratiche, i livelli di condivisione con la rete territoriale di protezione minorile.

Per la valutazione dello stato di salute e l'attivazione di screening sui minori non accompagnati, gran parte delle Aziende Sanitarie, intervengono in ausilio alle forze dell'ordine, con personale sanitario ma non tutte, ancora oggi, hanno definito linee guida, per quanto di competenza, specialmente con i centri di accoglienza.

Molti MSNA che giungono sulle coste del nostro Paese, vengono ospitati in diverse strutture e risultano affetti da epatite B, scabbia, altre malattie e molti responsabili delle strutture di prima accoglienza, si sono visti, fino ad oggi, rifiutare innumerevoli volte, dall’azienda sanitaria competente, le prestazioni dovute, in quanto sprovvisti del codice STP.

Il codice STP, ricordiamo, DEVE essere rilasciato dalla medesima azienda sanitaria (ASP), che rifiuta le cure a chi ha la responsabilità del MSNA, sia essa, struttura di accoglienza che, esercente, anche in via temporanea, la responsabilità genitoriale!

All’ASP, onde evitare negazione e, quindi, violazione di fondamentali diritti umani, compete fornire le dovute informazioni per il rilascio del suddetto codice.

Anche prima della entrata in vigore della legge 47/2017 a tutti i minori stranieri non accompagnati, anche non iscritti al SSN, oltre le cure, ex convenzione di New York e per espressa previsione legislativa, avevano diritto alle vaccinazioni, secondo la normativa, alle cure ambulatoriali ed ospedaliere essenziali, ancorchè continuative, sia per malattia che infortunio e ai programmi di medicina preventiva, anche nell’ambito di campagne di prevenzione collettive autorizzate dalle Regioni.

A moltissimi dei minori di cui si parla sono state negate!

Alla luce di quanto sopra, in conformità con i diritti riconosciuti dalla Repubblica al MSNA e a tutela della salute pubblica, è più che mai urgente uno schema operativo di accoglienza sanitaria del minore non accompagnato, almeno in ogni regione.

La migrazione minorile è una tragica problematica all´ordine del giorno.

Lo schema operativo dovrà garantire al MSNA il diritto ad una anamnesi familiare, seppure sommaria e a mezzo telefonico, con la famiglia di origine, per eventuali patologie pregresse, ai controlli sanitari, alle condizioni vaccinali, alla profilassi, al necessario sostegno psicologico, per il tempo che occorre, alla luce del grave, personale, vissuto recente subìto.

Nell’unitarietà del sistema e delle singole disposizioni normative, in deroga alle altre norme sull’immigrazione, è previsto che per gravi motivi connessi alla sana crescita psicofisica del minore e alle sue condizioni di salute, il Tribunale per i minorenni, possa provvedere ad autorizzare il rilascio del visto d’ingresso e del permesso di soggiorno ad un familiare del fanciullo, al fine di garantirgli il diritto gli affetti e alla famiglia.

Inoltre è necessario sottolineare che si rendono necessari interventi decisivi, in sede istituzionale, finalizzati ad escludere dalla compartecipazione alla spesa sanitaria tutti i minori che versano nelle condizioni sopra descritte e necessitano dell’ assistenza specialistica.

Solo in tal modo verrebbe garantito, appieno, il diritto alla salute ai minori stranieri e non, accolti fuori dalla famiglia di origine.

Per minori al di fuori della propria famiglia bisognevoli di prestazioni specialistiche ambulatoriali in strutture sanitarie, sia pubbliche che private accreditate, alcune Regioni, hanno, espressamente, previsto, con delibera di Giunta Regionale, l'esenzione dal pagamento dei ticket, E’ il caso della Regione Emilia Romagna che con delibera di Giunta n. 1036 del 20 luglio 2009, ha previsto l’esenzione per i minori (0-17 anni) in affido sia a famiglie che in comunità, e anche per i minori in adozione.

Il Garante della Regione Calabria, tra il 2011 e il 2015, ha proposto e stipulato Protocolli d’intesa con le aziende sanitarie provinciali, nei quali, nel rispetto della normativa internazionale, si è prevista la somministrazione delle prestazioni sanitarie in favore dei sopraindicati minori, fuori famiglia, senza pagamento di alcun ticket.

Una corretta applicazione del criterio di superiorità normativa è, comunque, sufficiente a risolvere antinomie e vuoti legislativi, concernenti il diritto di accesso, dei minori fuori famiglia, senza alcun pagamento di ticket, ai servizi del SSN.

Attualmente, in Italia, molti minori non accompagnati, collocati in strutture di accoglienza o presso famiglie affidatarie, si vedono negate dalle Aziende sanitarie che sono i soggetti obbligati a fornire le prestazioni sanitarie, prescritte dal medico di base, le cure di cui necessitano, in mancanza di pagamento del ticket, da cui dovrebbero essere esentati, nonostante che su tutto il territorio nazionale, deve essere Loro garantito il diritto alla salute e all'assistenza sanitaria, senza alcuna distinzione di colore, religione, cultura ed etnia.

.

L’erogazione deve avvenire, senza indugio, trattandosi di minori fuori famiglia di origine, lontani, quindi, da chi ha titolo al pagamento della somma.

Si rammenta, a tal fine, che l’affidamento è un ufficio di diritto civile, gratuito, fondato sul principio di solidarietà costituzionale e rispetto della persona e la grave assenza pubblica, nel sostegno dovuto alle famiglie e agli enti affidatari, ostacola la diffusione dell’affidamento e, dunque, lo sviluppo e la sana crescita psicofisica dei minori coinvolti.

La letteratura scientifica ha evidenziato i danni causati dall’istituzionalizzazione minorile. I minori, infatti, per sviluppare in pieno le proprie potenzialita’ necessitano di rapporti affettivi che possono concretizzarsi solo all’interno di strutture familiari.
Per tali motivi la legge che regolamenta l’adozione e l’affidamento (legge sul diritto del minore ad una famiglia, L. 184/2003) prevede la durata massima dell’affidamento etero familiare in due anni. La legge, inoltre, ha disposto la chiusura degli istituti (come gli orfanotrofi) sin dal 01.01.2007).

La norma considera quindi, la famiglia la soluzione da prediligere nell’individuazione del soggetto affidatario e la casa famiglia una soluzione residuale.

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