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ROMA 9.6.16: INTRIERI CHILD'S FRIEND ASSOCIATION ALLE GIORNATE ANFI

 
GIORNATE NAZIONALI ANFI
9 GIUGNO 2016 ORE 15,30
Facoltà di Scienze della Formazione (Roma Tre)
Roma - via Milazzo 11/B Aula Volpi

Esigenze processualistiche in contrasto con una giustizia a misura di minore: la soppressione dei Tribunali per i minorenni (ddl n 2593)

MARILINA INTRIERI

 Il disegno di legge A.C. 2953-A, delega al G in materia di efficienza del procedura civile, approvato dalla Camera dei Deputati, in attesa di discussione al Senato, prevede la soppressione dei Tribunali dei minorenni e delle Procure della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni, e l’istituzione di sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori. La costituzione delle sezioni specializzate non hanno niente a che vedere con l’originaria proposta di istituzione di un Tribunale autonomo che accorpasse le competenze in materia di persona, famiglia e minorenni.

Le previste sezioni circondariali, presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d'Appello, avranno attribuite le controversie oggi di competenza del Tribunale Ordinario in materia di stato e capacità delle persone, separazioni e divorzi, rapporti di famiglia e minori, e i procedimenti civili, oggi di competenza dei Tribunali per i .Minorenni e del giudice tutelare, in materia di minori ed incapaci.

Le sezioni specializzate distrettuali presso le Corti d'Appello - sul modello delle sezioni lavoro –con funzioni di primo grado, si occuperanno dei procedimenti previsti dalla legge sulle adozioni, di quelli riguardanti gli articoli 330, 332 e 333 c.c., i minori non accompagnati e richiedenti asilo e dei procedimenti, oggi affidati Tribunali per i .Minorenni(tanto in materia civile, quanto in materia penale e amministrativa) diversi da quelli previsti dall'art. 38 disp.att. c.c. che saranno attribuiti alle sezioni circondariali.

Per il 2 grado, apposite sezioni specializzate saranno istituite presso le Corti d'Appello e le sezioni distaccate, con garanzia che le funzioni siano esercitate in via esclusiva dai magistrati e, ove ciò non fosse possibile, comunque assegnate a un collegio specializzato.

Le competenze per i procedimenti penali a carico di minorenni, oggi Tribunali per i .Minorenni saranno attribuite a sezioni specializzate distrettuali.”

Il ddl 2593 farà così venire meno quella separazione tra giustizia minorile e giustizia dei soggetti adulti, nel dichiarato intento di razionalizzazione delle Autoritá Giudiziarie.
Gli obiettivi di razionalizzazione e semplificazione dei riti, non possono essere, però, essere realizzati a scapito di una visione puerocentrica, dei diritti già riconosciuti ai minori dalle Convenzioni internazionali, delle Linee guida dei Ministri del Consiglio di Europa, per garantire una giustizia a misura di minore in tutti i procedimenti che vedono coinvolti minori.
L’interesse del minore non può soccombere dinnanzi a vantaggi derivanti da snellezza ed economicità processuali, che espongono i fanciulli al rischio di violazioni del loro best interest.
Richiamo l’obbligo, discendente in primis dalla convenzione di New York, di far prevalere, in ogni decisione giudiziaria, l’interesse del minore a tutela dei suoi diritti ( alla bi genitorialità, alla dignità, ad essere ascoltato nei giudizi che lo riguardano, ad un difensore, a crescere ed essere educato nella propria famiglia, o allontanato da essa quando ne venisse pregiudicato il suo sviluppo psicofisico) anche se comportasse un dilungarsi del procedimento, in danno della snellezza.
Le esigenze processualistiche non possono essere mai in contrasto con la tutela sociale del minore Insomma la disciplina di un rito improntato a criteri di semplificazione e flessibilità, è assolutamente inidonea agli interessi minorili, che sarebbero violati da formalità e tempi lunghi processuali.

-che il sistema processuale di tipo dualistico, nonostante le recenti riforme, cozza con il principio di unicità dello status di figlio, e una sezione specializzata della famiglia, presso il tribunale ordinario non appare idonea a tutelare gli interessi dei minori coinvolti;
-il limite di permanenza dei magistrati, nello stesso ufficio, con il costante trasferimento, da sezione a sezione, del Tribunale Ordinario, non garantisce la specializzazione offerta dai T.M in cui l’assegnazione degli affari è disposta “in modo da favorire la diretta esperienza del giudice per il migliore esercizio della giurisdizione, che pone il giudicante a contatto con le sfere sia penale che civile, e prende in considerazione il bambino come persona, sotto tutte le declinazioni che l’individuo, attraverso la sua personalità, realizza;
-l’ attribuzione delle funzioni di P.M. a magistrati, in modo prevalente sulla trattazione degli affari delle sezioni specializzati e di Cote di Appello, non garantisce quella specializzazione realizzabile, solo attraverso l’esclusività delle funzioni;
La forma collegiale offerta dal T.M è quella che tutela gli interessi dei minori coinvolti mentre la subordinazione ad una rideterminazione delle dotazioni organiche disponibili, affievolisce ad interesse legittimo il diritto del minore alle garanzie offerte dall’attuale sistema giudiziario.

E l´emendamento Ferranti, approvato alla Camera, sulla soppressione del tribunali per i minorenni, a breve in discussione al Senato pone uove criticitá. In particolare:
1) L´eliminazione di Uffici specializzati con competenze esclusive in materia minorile, non solo non risponde alle esigenze di specializzazione ma si pone in contrasto con i dettami costituzionali e le raccomandazioni europee;
2) la separazione delle competenze civili da quelle penali che si realizzerebbe con l´emendamento approvato è in contrasto con una cultura minorile basata su un approccio complesso e complessivo al disagio minorile.
• Il d.d.l. esclude la composizione collegiale mista, esistente presso i Tribunali per i Minorenni con il giudice togato affiancato da un giudice onorario, con preparazione specialistica. Una collaborazione, quella tra togati ed onorari con una presenza tecnica in funzione giudicante, rappresenta la peculiaritá di una giustizia minorile multidisciplinare che non puó essere sostituita da CTU.
• Un ufficio del P.M. Minorile, privo di autonomia gestionale ed esclusivitá di funzioni, comporterà che le attivitá saranno realizzate dalle Procure Ordinarie. L’associazione italiana Magistrati minorenni e famiglia ha evidenziato che “l’ufficio requirente così delineato inciderebbe gravemente, anche per effetto dei principi del giusto processo, sulla qualità e sulla quantità del lavoro svolto e trasmesso all’organo giudicante”. La mancata autonomia delle procure minorili si pone in contrasto con le Raccomandazioni europee in ordine alla child friendly justice. In assenza di autonomia non sarebbero realizzabili molti degli atti possibili grazie alla specializzazione e alla conoscenza di criticitá sociali territoriali che si ripercuotono sui minori.
Per fare un esempio, azioni fondamentali come la sottoscrizione del protocollo d´intesa tra gli uffici giudiziari del distretto di Reggio Calabria per interventi giudiziari coordinati a tutela dei minori vittime e autori di reato, sarebbero irrealizzabili. I circuiti comunicativi previsti nel protocollo tra Procura della Repubblica ordinaria e Tribunale per i minorenni, in caso di arresto di un genitore di ‘ndrangheta, per interventi tempestivi a contrasto dell’indottrinamento mafioso in danno dei figli minorenni obbligano ad una autonomia gestionale delle Procure.
La tempestività di interventi del PM, nell’ambito di drammatiche situazioni, è essenziale: minori che giungono a gesti estremi di autolesionismo in grado di comprometterne il diritto alla vita, auori di reati, vittime di violenze intra familiari e abusi sessuali, che giacciono in istituti da tanto tempo, vanno tutelati immediatamente da chi si occupa dei minori.
Il PM dei minori deve sentire i soggetti minorenni, talvolta sotto la soglia dell'imputabilità, in situazioni di promiscuità, in un palazzo di giustizia, non può essere gravato da altre attività che ritarderebbero gli interventi di tutela minorile .

Il ddl n. 2593, anche, nella versione emendata dalla presidente della commissione giustizia della Camera, sopprimendo gli uffici minorili specializzati, per carenze di risorse ,rischia di vanificare gli sforzi compiuti dal nostro Paese per realizzare una giustizia a misura di minore, con evidente pregiudizio per i diritti e gli interessi minorili.
Il rischio più evidente è quello di trasformare il minore, da soggetto di diritto, portatore di interessi autonomamente azionabili, a oggetto di giudizio in funzione delle richieste genitoriali.