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ANFI ROMA 9.6.2016 GIORNATE PER MINORI dell'avv Carlo ioppoli e prof Villanova

ANFI

GIORNATE NAZIONALI PER I MINORI

9 - 10 giugno 2016

MODERA E COORDINA:

prof. MATTEO VILLANOVA

Avv. CARLO IOPPOLI

Mattina 9 giugno 2016

 

 

Ore 08.30

 

Ore 09.00

Ore 09.30

Registrazione partecipanti

Inizio dei lavori e presentazione del Convegno

Prof. Matteo Villanova e Avv. Carlo Ioppoli

Prof. PAOLO CAPRI

 

Professore di Psicologia Giuridica e Criminologia Università Europea di Roma

“Alienazione del Sistema Famiglia: aspetti valutativi e trasformativi”;

Ore 10.00

Avv. BEATRICE DALIA - Avvocato e Giornalista

 

"La famiglia che fa notizia e la crisi del modello";

Ore 10.30

Dr. LUCIANO GUAGLIONE – Magistrato, Consigliere della Corte di Appello di Bari

 

La violenza nelle relazioni familiari, con particolare riguardo al mobbing familiare;

Ore 11.00

Prof. MARINO MAGLIETTA

 

Docente universitario presso l'Università di Firenze, Presidente “Crescere Insieme”.

 

"Gli interessi, e i conflitti di interesse, tra i poteri dello stato e l'interesse del minore"

Ore 11.30

Avv. CARLO IOPPOLI - Presidente Nazionale Avvocati Familiaristi Italiani

 

“”;

Ore 12.00

Prof. GIOVANNI CAMERINI - Docente di Psichiatria forense dell'età evolutiva

 

Università di Padova e di Roma

 

“Verso una definizione normativa dei tempi di frequentazione: il ruolo del ctu”;

Ore 12.30

Dr.ssa SARA PEZZUOLO - Responsabile scientifico A.N.F.I.

 

“L’importanza del ruolo paterno nella crescita dei minori”

Ore 13.00

Domande e commenti

Pomeriggio 9 giugno 2016

Ore 14.30

Avv. ANNAMARIA PACE - Presidente Regionale A.N.F.I. Basilicata

 

“”;

Ore 15.00

Avv. RITA ROSSI - Presidente Regionale A.N.F.I. Emilia -Romagna

 

"La nuova dimensione della PAS nella giurisprudenza della Cassazione";

Ore 15.30

On. MARILINA INTRIERI - Garante per l’Infanzia Regione Calabria (2010-2016)

 

“”;

Ore 16.00

Dr.ssa LORETTA UBALDI - Pedagogista, Consulente Tecnico Tribunale di Roma

 

"La consulenza tecnica d'Ufficio nell'ottica dell'intervento pedagogico. Riflessioni e prospettive";

Ore 16.30

Dr .ssa MONICA VELLETTI - Giudice presso il Tribunale di Roma - Sezione famiglia

 

“Consulenza tecnica e interventi dei servizi nell’alta conflittualità genitoriale”;

Ore 17,00

Avv. ANTONELLA ANTEZZA - Comitato Scientifico Nazionale A.N.F.I.

 

“Stepchild Adoption “;

Ore 17.30

Dr. PIER CHRISTIAN VERDE - Psicologo, Psicoterapeuta

   

Ore 18.00

Dibattito

   
 

Prof. ALESSANDRO DE BELVIS Docente di Diritto di Famiglia Scuola di

   
 

Specializzazione delle Professioni Forensi Università Europea di Roma

   
 

“L’avvocato del minore”;

   

Mattina 10 giugno 2016

Ore 08.30

Registrazione

Ore 09.00

Dr.ssa YASMIN ABO LOHA - Segretario Generale "ECPAT" Italia onlus

 

“L’ascolto del minore nei procedimenti civili e penali”;

Ore 10.00

Avv. GIANNAMARIA CASERTA

 

Presidente A.N.F.I. Sez. Distrettuale di Santa Maria Capua Vetere

 

“”;

Ore 10.30

Avv. DANIELA GIORDANO - Segretario A.N.F.I. Campania

 

“”;

Ore 11.00

Dr. FABIO NESTOLA - Direttore Centro Studi FeNBi

 

IL PATER SAPIENS IN EVOLUZIONE”

Ore 11.30

Dr.ssa FILOMENA ALBANO - Garante Nazionale per l’Infanzia

 

“”;

Ore 12.00

Dr.ssa MADDALENA CIALDELLA - Psicologa e Psicoterapeuta

 

“Verita giuridica e verita psicologica:un caso di abuso di un minore”;

Ore 12.30

Avv. DANIELE BOCCIOLINI - Avvocato, Membro Commissione Famiglia e Minori

 

Per il minore vittima di reato. Dal cyberbullismo all’adescamento online ”;

Ore 13.00

Dibattito

Pomeriggio 10 giugno 2016

Ore 15.00

Dr.ssa MARIANNA TREZZA - Direttivo A.N.F.I. Nazionale

 

“L’omogenitorialità nella scuole italiana”;

Ore 15.30

Dr.ssa FLAMINIA BOLZAN - Psicologa Clinica

 

“”;

Ore 16.00

Prof. MATTEO VILLANOVA ( Direttore O.L.T.R.E.E.E. )

 

Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva

 

“”;

Ore 16.30

Avv. MARIA TERESA PALMIERI - Presidente A.N.F.I. Calabria

 

“”;

Ore 17.00

Dr. GAETANO GIORDANO - Medico legale, Psicoterapeuta

 

“”;

Ore 17.30

Avv. DANIELA PICCIONE - Direttivo A.N.F.I. Sicilia

 

“”;

Ore 18.00

Dibattito e Chiusura dei lavori.

GIORNATE NAZIONALI ANFI

9 GIUGNO 2016 ORE 15,30

Facoltà di Scienze della Formazione (Roma Tre)

Roma - via Milazzo 11/B Aula Volpi

Esigenze processualistiche in contrasto con una giustizia a misura di minore: la soppressione dei Tribunali per i minorenni (ddl n 2593)

MARILINA INTRIERI

L´approvazione del disegno di legge A.C. 2953-A, delega al G in materia di efficienza del proc civile, da parte della Camera dei Deputati, che sarà discusso al Senato, prevede la soppressione dei Tribunali dei minorenni e della Procura della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni e l’istituzione di sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori.

Alle sezioni circondariali specializzate, presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte d'Appello, saranno attribuite le controversie oggi di competenza del T. Ord. in materia di stato e capacità delle persone, separazioni e divorzi, rapporti di famiglia e minori, e i procedimenti civili oggi di competenza dei T.M. e del giudice tutelare, in materia di minori ed incapaci.

“Funzioni di 1 grado avranno anche le sezioni specializzate distrettuali presso le Corti d'Appello - sul modello delle sezioni lavoro - e le sezioni distaccate di corti d'appello: tali sezioni si occuperanno dei procedimenti previsti dalla legge sulle adozioni; di quelli riguardanti gli articoli 330, 332 e 333 c.c. quelli relativi ai minori non accompagnati e richiedenti asilo; dei procedimenti - oggi affidati ai T.M.- diversi da quelli previsti dall'art. 38 disp.att. c.c. (che vengono attribuiti

alle sezioni circondariali), tanto in materia civile, quanto in materia penale e amministrativa.

Per il 2 grado, apposite sezioni specializzate saranno istituite presso le Corti d'Appello e le sezioni distaccate delle Corti d'Appello, con garanzia che le funzioni siano esercitatein via esclusiva da parte dei magistrati e, ove ciò non sia possibile, vengano comunque assegnati a un collegio specializzato.

Le competenze per i procedimenti penali a carico di minorenni, oggi del T.M. saranno attribuite a sezioni specializzate distrettuali.”

Il ddl cosi come trasmesso al Senato per la relativa approvazione fa venire meno la separazione tra la giustizia minorile e quella dei soggetti adulti, nel dichiarato intento di razionalizzazione delle Autoritá Giudiziarie.

Già nel 2015 furono presentate, da chi vi parla, all’epoca garante dell’i della C. nella sua ttivita di vigilanza al Ministro e alla Commissione Giustizia della Camera, osservazioni al DDL. n.2593

Evidenziammo:

- come gli obiettivi di razionalizzazione dei termini processuali e di semplificazione dei riti, mediante una omogeneizzazione, pur meritevoli di tutela, non potessero essere realizzati a scapito della visione puerocentrica in procedimenti che vedono coinvolti minori;

-che il ddl, andava contemperato nel rispetto dei diritti già riconosciuti ai minori dalle Convenzioni di New York e di Strasburgo, e delle Linee guida dei Ministri del Consiglio di Europa, per una giustizia a misura di minore;

-che le esigenze processualistiche non possono essere in contrasto con la tutela sociale del minore;

-che sebbene il sistema processuale di tipo dualistico, nonostante le recenti riforme, cozzi con il principio di unicità dello status di figlio, una sezione specializzata della famiglia, presso il tribunale ordinario non appare idonea a tutelare gli interessi dei minori coinvolti;

-il limite di permanenza dei magistrati, nello stesso ufficio, con il costante trasferimento, da sezione a sezione, del Tribunale Ordinario, non garantisce la specializzazione offerta dai T.M in cui l’assegnazione degli affari è disposta “in modo da favorire la diretta esperienza del giudice per il migliore esercizio della giurisdizione, che pone il giudicante a contatto con le sfere sia penale che civile, e prende in considerazione il bambino come persona, sotto tutte le declinazioni che l’individuo, attraverso la sua personalità, realizza;

-l’ attribuzione delle funzioni di P.M. a magistrati a cui viene attribuita, in modo prevalente la trattazione degli affari della sezione specializzata, e della Cote di Appello, sempre in misura prevalente, non può garantire quella specializzazione realizzabile, solo attraverso l’esclusività delle funzioni;

Insomma la disciplina di un rito improntato a criteri di semplificazione e flessibilità, è inidonea a realizzare interessi minorili, che vengono troppo spesso violati da formalità o durata processuale.

La ricerca di semplificazione non può esporre i minori al rischio di violazioni del loro best interest ( voglio richiamare l’obbligo discendente -in primis dalla convenzione di New York- per cui, in ogni decisione giudiziaria, deve avere prevalenza l’interesse del minore; rispetto alla semplificazione e alla flessibilità processuale deve prevalere l’ interesse a un provvedimento maggiormente conforme all’interesse minorile, interesse che riguarda il diritto alla bi genitorialità, alla dignità, ad essere parte dei giudizi che lo riguardano, ad essere ascoltato, ad avere un suo difensore, a veder tutelati tutti i suoi diritti dalla crescita ed educazione nella propria famiglia, all’ allontanamento da essa quando viene pregiudicato lo sviluppo psicofisico, anche se ciò comporta un dilungarsi del procedimento, in danno della snellezza);

-Insomma l’interesse del minore non può soccombere a vantaggio della snellezza e dell’ economia processuale.

La forma collegiale offerta dal T.M tutela gli interessi dei minori coinvolti mentre la subordinazione ad una rideterminazione delle dotazioni organiche disponibili, affievolisce ad interesse legittimo il diritto del minore alle garanzie offerte dall’attuale sistema giudiziario.

E l´emendamento Ferranti approvato alla Camera e in discussione al Senato se, pur tiene conto delle osservazioni che furono avanzate, pone nuove criticitá.

In particolare:

1) la costituzione di sezioni specializzate si allontana dalla proposta originaria di istituire un Tribunale specializzato autonomo che accorpi le competenze in materia di persona, famiglia e minorenni.

2) L´eliminazione di Uffici specializzati con competenze esclusive in materia minorile, si pone in contrasto con i dettami costituzionali e le raccomandazioni europee, e non risponde alle esigenze di specializzazione.

La separazione delle competenze civili da quelle penali che si realizzerebbe con l´emendamento approvato è in contrasto con una cultura minorile basata su un approccio complesso e complessivo al disagio minorile.

· Il d.d.l. non prevede la composizione collegiale mista esistente presso il T.M nel quale il giudice togato e´ affiancato da un giudice onorario, caratterizzato da una preparazione specialistica. Una collaborazione quella tra togati ed onorari che rappresenta la peculiaritá di una giustizia minorile multidisciplinare. Una presenza tecnica in funzione giudicante, non puó essere sostituita da CTU, che, come noto, non svolge funzioni giudicanti.

· Un ufficio del P.M. Minorile privo di autonomia gestionale e di esclusivitá delle funzioni comporta che le attivitá di tutela minorile vengano realizzate presso le Procure Ordinarie che, come noto, sono ontologicamente, diverse da quelle di tutela dell’infanzia. 5

l´Ass.Ital. Magistrati minorenni e famiglia ha evidenziato che “l’ufficio requirente così delineato inciderebbe gravemente, anche per effetto dei principi del giusto processo, sulla qualità e sulla quantità del lavoro svolto e trasmesso all’organo giudicante”.

La mancata autonomia della procura minorile si pone in contrasto con le Raccomandazioni europee in ordine alla child friendly justice

. In assenza di autonomia non sarebbero realizzabili molti degli atti possibili grazie alla specializzazione e alla conoscenza di criticitá sociali territoriali che si ripercuotono sui minori.

Faccio un esempio, azioni fondamentali come quello della sottoscrizione di un protocollo d´intesa tra gli uffici giudiziari del distretto di R.C. per interventi giudiziari coordinati a tutela dei minori vittime e autori di reato, sarebbero irrealizzabili.

la necessità di circuiti comunicativi e prassi condivise che consentano agli uffici giudiziari minorili di intervenire parallelemente ai processi ordinari, nei casi in cui sia riscontrato un pregiudizio per i minori obbliga ad una autonomia gestionale della procura. Penso alla comunicazione tra la proc e ord in caso di arresto di un genitore delinquente al TM per valutare un tempestivo intervento in caso di grave pregiudizio dovuto ad indottrinamento mafioso.

la tempestività degli interventi del PM è' una condizione essenziale per drammatiche situazioni: penso a minori che tentano il suicidio, subiscono violenze intra familiari, abusi sessuali, giacciono in istituti da tempo, che devono essere tutelati immediatamente che si occupa dei minori.

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Il PM dei minori, deve sentire, sia dal punto di vista civile che penale, i soggetti minorenni, talvolta sotto la soglia dell'imputabilità, non essere gravato da altre attività che ritarderebbero l'intervento in materia minorile.

Sono situazioni molto delicate che non è' possibile, a pena di accentuarne i traumi nei minori , si svolgano in una situazione di promiscuità dannosa all’interno di un palazzo di giustizia ordinario,.

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Concludo ribadendo che , il ddl 2593,anche nella versione emendata dalla presidente della comm giustizia della Camera sopprimendo gli uffici minorili specializzati, per rispondere a esigenze organizzative, dovute a carenza di risorse degli uffici giudiziari ordinari ,rischia di vanificare gli sforzi compiuti per realizzare nel ns Paese una giustizia a misura di minore, con evidente pregiudizio per i diritti e gli interessi minorili.

Il rischio più evidente che vi segnalo è trasformare il minore, da soggetto di diritto, portatore di interessi autonomamente azionabili, a oggetto del giudizio in funzione delle richieste genitoriali.